Il Mercato degli Analgesici

Categoria: Mercati Specifici
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La stessa semplicità di comportamento con cui ciascuno di noi, più o meno regolarmente, preferisce prendere per via orale un analgesico non appena si venga attaccati da un dolore di diversa natura, anche se perfettamente sopportabile, basta per spiegare l’importanza, nel più generale mercato farmaceutico, del segmento analgesici. Esso appartiene in senso lato a quello dei medicinali di libera vendita, cosiddetti da banco.Questo comparto è quello predominante nell’intero mercato russo dei medicinali, e comprende un amplissimo numero di articoli, in genere dalla buona redditività: come ansiolitici, anticoncezionali, antifebbrili, antinfiammatori, colliri, prodotti dietetici e preparati contro l’obesità, digestivi, integratori alimentari, preparati per combattere il vizio al fumo e all’alcol, prodotti dermatologici, prodotti per il benessere a base di erbe medicinali e altri articoli omeopatici, vitamine e minerali, e naturalmente analgesici e antidolorifici.Anche se le stime più disparate azzardate da alcuni analisti sono del tutto diverse tra loro e perciò poco affidabili (il mercato dei farmaci da banco varrebbe complessivamente non meno di 3 miliardi e mezzo di dollari), è opinione comune che in Russia la quota degli analgesici nel totale del mercato dei medicinali sia molto più alta di quella riscontrabile in Occidente; altrettanto molto diffusi sono poi i cosiddetti “paranalgesici” (spasmolitici e medicamenti a base di erbe, tipicamente valeriana, utilizzati anche come rimedi antistress).Il generale peggioramento della salute della popolazione, iniziato dal crollo dell’Urss e che sta continuando tuttora a dispetto del boom economico degli ultimi anni, assieme all’aumento dei redditi disponibili avutosi nel corso di questo decennio, hanno fatto aumentare costantemente le dimensioni del mercato degli analgesici, acquistati sempre più regolarmente e di frequente dai russi.Le case farmaceutiche hanno risposto a questo trend immettendo in commercio un numero notevole di prodotti, molto spesso del tutto similari se non identici fra loro, in quanto basantisi sui medesimi principi attivi; consistenti sono stati anche gli investimenti in marketing, comprese promozioni all’interno delle farmacie.Nelle città russe più grandi, Mosca in testa a tutte, il numero delle farmacie di format moderno è molto grande; a queste, molte delle quali sono aperte anche 24 ore, sono da aggiungere le farmacie comunali e le rivendite tipo chiosco rinvenibili solitamente presso centri commerciali, supermercati, e persino mercati all’aperto.Quelle commercialmente più appetibili, e meglio rifornite di farmaci da banco, sono comunque le farmacie di format moderno, che dispongono di lunghi scaffali da dove il cliente può prelevare direttamente l’articolo che interessa, e dove spesso con i farmaci esenti da ricetta convivono i prodotti cosmetici più disparati e per l’igiene e la cura del corpo; dirigendosi ovviamente ad una clientela di livello medio e superiore, i prezzi praticati da questi outlet, che sono quelli maggiormente presenti nelle vie commerciali e dello shopping, sono più alti della norma.Invero, in Russia gli analgesici rappresentano i farmaci da banco per eccellenza, del tutto esenti da prescrizione medica, ma quel che colpisce di più lo straniero è che nelle farmacie è possibile rinvenire, in libera vendita, antidolorifici anche potenti, talvolta con principi attivi la cui vendita in occidente risulta invece ristretta, se non del tutto proibita per la tutela della salute dei consumatori.Ad esempio, in Russia si sono utilizzati come antidolorifici anche il diofenac e l’indometacina, mentre le comuni indicazioni farmacologiche internazionali li prescrivono per usi del tutto diversi.E’ noto che la categoria degli analgesici si possa suddividere in prodotti topici e sistematici, oltre che in quelli per gli adulti e specifici per i bambini.La diffusione dei principi attivi più comunemente utilizzati nella formulazione degli analgesici di natura sistemica varia anche profondamente da nazione a nazione, a testimoniare le differenze di mercato, regolamentazione, preferenze dei consumatori, ma anche storia recente della farmacologia e le sue interazioni con la medicina tradizionale.Nella Federazione Russa farmaci tipo aspirina e contenenti paracetamolo o ibuprofen sono diffusissimi, e ciò non differisce da quanto riscontrabile nel resto del mondo; la popolarità nel paese del metamizole è invece tra le caratteristiche particolari del mercato locale in quanto tale componente è stato gradualmente abbandonato a partire dalla fine degli anni ’70 in Europa e Nordamerica.Di una certa diffusione sono anche i prodotti che contengono acido acetilsalicilico, caffeina, fenobarbitone, e propifenazone.Le maggiori aziende che operano nel mercato russo degli analgesici sono Akrikhin, Berlin Chemie Russia (Berlin Chemie/Menarini), Evalar, GlaxoSmithKline Russia, Krka Russia, Nizhpharm, Novartis Russia, Novosibkhimpharm, Otechestvennye Lekarstva, Pharmstandard, Ranbaxy Laboratories Russia, Sanofi-Aventis Russia, Stada Arzneimittel Russia, e Veropharm.Il mercato degli analgesici è molto frammentato, a causa del grande numero di prodotti e di player, ma in realtà proprio questi ultimi rappresentano sostanzialmente i soliti noti della grande industria farmaceutica mondiale (Aventis, Berlin Chemie, GlaxoSmithKline, Novartis, ecc.): fatte salve pochissime importanti eccezioni di industrie locali, che in genere però sono svantaggiate dalla tradizionale fabbricazione di prodotti generici, che utilizzano principi attivi altrettanto generici e datatissimi.Tra le altre caratteristiche recenti di questo mercato, sottolineiamo l’aumento di importanza anche nel settore farmaceutico delle produzioni tipo “private label”; il continuato ruolo di città-leader, a guidare performance e preferenze, di Mosca (in misura minore, di San Pietroburgo); la crescita nella tendenza della popolazione a prendere medicinali autonomamente (senza rivolgersi preliminarmente ad un medico); la presenza su scala ancora enorme, anche se in diminuzione, di medicinali sofisticati o altrimenti illegittimi; il rafforzamento della competizione da parte dei prodotti omeopatici; la tendenza alla riduzione delle importazioni a seguito dell’approvazione di leggi più restrittive in materia di medicine (con la conseguente sempre più importante produzione a livello domestico anche da parte dei brand internazionali); e, nel campo della distribuzione, il costante rafforzamento della catene di farmacie private a scapito di quelle di dimensioni più piccole e comunali.Nel 2008 il prodotto Pentalgin, commercializzato da Pharmstandard, è stato l’analgesico che si è aggiudicato il riconoscimento “Brand n.1” dell’industria farmaceutica russa; Pharmstandard è considerata la compagnia farmaceutica leader del paese, prima nel segmento al dettaglio, ed unica azienda russa tra le prime dieci presenti nel mercato locale (il che testimonia l’importanza raggiunta anche in Russia dalle multinazionali).Con una trentina di nuovi farmaci introdotti sul mercato negli ultimi quattro anni fino al 2008, l’azienda ha tra le sue priorità la commercializzazione di analgesici e preparati contro il raffreddore e l’influenza.Pharmstandard e le multinazionali occidentali presenti in Russia si avvantaggiano della qualità dei propri prodotti e di buoni bilanci da destinare a ricerca, sviluppo, e marketing; nel resto del mercato, specialmente nelle regioni, sono invece presenti numerosissimi prodotti per lo più anonimi e contenenti principi attivi ordinari, ritenuti di bassa qualità.Questi medicinali sono quelli acquistati in genere dai pensionati, una categoria pur numerosa della popolazione russa, oppure dalle persone non più giovani e più attaccate alla tradizione russa o sovietica.La Russia è stata recentemente, con l’Ucraina e la Romania, il mercato europeo-orientale degli ansiolitici a sviluppo più rapido, e certamente il più grande per dimensioni: si calcola infatti che il paese generi da solo quasi la metà di tutte le vendite di farmaci da banco in Europa centrale ed orientale.Sin verso gli ultimi mesi dell’anno scorso gli esperti si attendevano il continuato forte incremento del mercato russo dei farmaci da banco e degli analgesici; anch’esso è però stato senz’altro colpito dalla crisi e dall’improvvisa riduzione dei redditi.La crescita del mercato riprenderà perciò, gradualmente, una volta rientrata la crisi, per ritornare in breve ai livelli di fine 2008, e quindi per superarli successivamente.Per il dopo-ripresa, tra gli analgesici che andranno per la maggiore saranno secondo molti i prodotti del tutto nuovi e quelli a valore aggiunto, ad esempio vitaminizzati o con ulteriori vantaggi intrinseci, di particolare attrattiva per i consumatori più giovani e delle classi emergenti, mentre la domanda della popolazione russa riprenderà ad essere particolarmente esigente e selettiva.Entrare in questo mercato già così affollato richiede consistenti investimenti in produzione, labeling e packaging, marketing e pubblicità, e distribuzione, e, prima ancora, di svolgere in maniera corretta una lunga lista di controlli spesso contraddittori, verifiche qualitative del tutto differenti da quelle standard occidentali, e farraginose registrazioni (innovate due anni fa) presso le autorità sanitarie, che dalla fine del 2006 hanno iniziato apertamente e in maniera netta a sfavorire l’import nei confronti della produzione domestica.

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