Il Mercato Degli Oli Vegetali

Categoria: Mercati Specifici
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Come per quasi tutti i settori del mercato alimentare, anche in quello degli oli vegetali negli scaffali dei supermercati russi è possibile rinvenire numerosi prodotti d'importazione, provenienti dalle vicine Ucraina, Moldavia, Lituania, ma anche dall'Europa occidentale (Francia, Germania, Olanda, Spagna), dal Sudamerica (Argentina e Brasile), e naturalmente anche dall'Italia.Al livello della produzione domestica, nonostante il totale delle aziende presenti superi il centinaio e a dispetto del grande numero di marchi commerciali utilizzati, il mercato è però praticamente dominato da pochi grandi player, che controllano anche, spesso sotto forma di holding, le più importanti strutture di frantumazione semi, raffinazioni oli, e gli stabilimenti alimentari di confezionamento finale del prodotto, esercitando una fortissima pressione sull'intero mercato russo degli oli vegetali.I più grandi di questa decina o meno di player principali, che dispongono di imponenti strutture organizzate sia in senso verticale che orizzontale (dalle fattorie ai silos, sino a terminal export e frantoi), sono Efko e Yug Rusi (noto per il marchio Zolotaya Semechka).Anche in questo settore il libero mercato viene comunque falsato dagli interventi regolatori dello Stato, il quale si assume su di sé parte dei "rischi" (alcuni naturali come le condizioni meteo e l'imprevedibilità di altre condizioni per i raccolti, e altri commerciali come le particolari relazioni commerciali con l'estero [quote, dazi, ecc.]) tipici dell'attività agricola in questo paese; in certi casi, ancora prima dell'inizio delle operazioni agricole, le aziende sono tenute a proporre al governo i prezzi di vendita delle proprie commodity per garantirsi dallo Stato il futuro acquisto di determinate partite di materia prima.Dopo il picco dei prezzi registrato per l'ultima volta nel 2002, il mercato russo degli oli vegetali è tornato a presentare un elevato grado di dinamicità negli ultimi due anni, essendo passato da una fase di quasi-recessione nel 2007, quando si ebbe un andamento negativo nel raccolto di piante oleose con conseguente forte aumento dei prezzi ai produttori e per i consumatori finali, ad un aumento dei volumi di materia prima prodotti nel 2008 (grazie soprattutto alle favorevoli condizioni meteorologiche) di concerto con la diminuzione dei costi alla produzione, sino ad una condizione di quasi-saturazione del mercato verificatasi nella seconda metà del 2008, che ha portato le esportazioni russe a livelli senza precedenti in particolare nell'ultimo quadrimestre dell'anno, facendole raddoppiare in tutto l'anno.Fortunatamente, il forte aumento nella produzione di semi oleosi verificatosi lo scorso anno è coinciso con un incremento del mercato russo degli oli vegetali, stimato dagli esperti nel 6% rispetto al 2007; a giocare in favore dell'export della produzione russa sono stati anche cattivi raccolti di girasole e soia in Argentina, contemporaneamente alla forte richiesta di materia prima per la produzione di biodiesel. Quest'anno i volumi in circolazione sul mercato russo degli oli vegetali sono previsti dai migliori studi in leggero aumento (dello 0,6%) rispetto a quelli dell'anno scorso: nei dettagli, la stima più conservativa parla di 2,76 milioni di tonnellate di olio di girasole, seguiti da 649 mila tonnellate di olio di palma (ovviamente importato e utilizzato a vari fini dall'industria alimentare, finanche nella produzione di gelati), da 288 mila tonnellate di olio di semi di soia, da 270 mila tonnellate di olio di semi di rapa, da 200 mila tonnellate di olio di cocco (per cui valgono le stesse osservazioni fatte per l'olio di palma), da 20 mila tonnellate di olio di oliva (importato, per un comparto che deve interessare anche i produttori italiani), e infine da 10 mila tonnellate di altri oli vegetali.Dal 2006 allo scorso anno i volumi di oli vegetali presenti sul mercato russo sono sempre aumentati, ma tra il 2006 e il 2008 le quantità delle singole commodity in circolazione hanno registrato andamenti in parte difformi: le quantità di olio di oliva, olio di semi di rapa, e di olio di cocco sono aumentate senza interruzioni, mentre hanno subito un arretramento nel 2007 i volumi in circolazione di olio di semi di soia (contenuto) e di olio di palma (accentuato); i volumi dell'importantissimo olio di girasole sono passati da 2,66 milioni di tonnellate nel 2006 a 2,38 milioni di tonnellate nel 2007, fino ai 2,73 milioni di tonnellate del 2008.Le importazioni russe di oli vegetali dovrebbero calare nel 2009 da 750 a 700 mila tonnellate rispetto all'anno scorso e continueranno ad essere costituite per lo più da olio di palma.Nel 2008 il raccolto russo di semi di girasole è stato di ben 7,35 milioni di tonnellate rispetto ai 5,67 milioni del 2007; nel 2006 le mietiture risultarono di 6,74 milioni di tonnellate, nel 2005 di 6,44 milioni di tonnellate, nel 2004 e nel 2003 di 4,8 milioni di tonnellate.Lo scorso anno il raccolto di girasole è stato seguito dalle mietiture di semi di rapa con 752 mila tonnellate; nel 2007 questo raccolto fu di 630 mila tonnellate e nel 2006 di 523 mila tonnellate (303 mila nel 2005; 276 mila nel 2004; e 192 mila nel 2003).Il raccolto 2008 di soia è risultato di 746 mila tonnellate, in crescita rispetto alle 650 mila tonnellate del 2007; nel 2006 esso fu di 805 mila tonnellate, di 686 mila tonnellate nel 2005, di 554 mila tonnellate nel 2004, e di 392 mila tonnellate nel 2003.Questi dati mostrano che nel corso delle ultime sei stagioni agricole pienamente concluse il raccolto di semi di rapa è continuato ad aumentare ininterrottamente; anche quelli di girasole e di soia sono sempre aumentati, fatto salvo però un arretramento registrato per entrambe le cultivar nel 2007. Nella stagione agricola 2009, la situazione del mercato degli oli vegetali dipenderà da diversi fattori come la crescita nei volumi di materie prime disponibili nei prossimi raccolti e la riduzione dei prezzi imposta dalla grande mietitura di girasole verificatasi l'anno scorso; il raccolto boom 2008 di semi di girasole starebbe continuando a manifestare i propri effetti anche quest'anno, dal momento che perlomeno sino a maggio nel mercato all'ingrosso i prezzi sono rimasti ancora piuttosto bassi.La capacità dei frantoi russi nel 2009 aumenterà ancora e dovrebbe raggiungere gli 8,1 milioni di tonnellate, in salita perciò di 500 mila tonnellate rispetto ai 7,6 milioni di tonnellate stimati per il 2008, e la produzione di oli vegetali viene proiettata in 3 o 3,1 milioni di tonnellate (a cui si aggiungerà un quantitativo anche superiore a questo di semi destinati al consumo diretto e trasformato, umano ed animale, oggetto comunque che esenta dall'ambito di questa ricerca); di questo quantitativo 2,6 milioni di tonnellate saranno costituiti da olio di girasole.Nel 2008 l'output complessivo russo di oli vegetali risultò di 150-200 mila tonnellate inferiore al volume previsto per quest'anno; secondo i migliori dati a disposizione, nel 2007 la produzione russa di oli vegetali risultò quindi di 2,39 milioni di tonnellate; di 2,71 milioni di tonnellate nel 2006; di 2,56 milioni di tonnellate nel 2005; di 1,97 milioni di tonnellate nel 2004; e di 1,79 milioni di tonnellate nel 2003.Le varie stime sulla produzione nazionale di oli vegetali variano peraltro di 120-150 mila tonnellate anche perché le statistiche ufficiali non comprendono la produzione che avviene presso piccole fattorie private.Anche i frantoi russi sono stati comunque colpiti dalla crisi dei crediti, sui quali hanno basato la propria espansione negli ultimi anni, pertanto il ritmo di crescita della capacità di frantumazione diminuirà rispetto al recente passato; l'attività rimarrà remunerativa con discreti margini soprattutto nelle strutture più grandi, moderne, e integrate.Il volume di importazioni russe di semi oleosi dovrebbe raggiungere nel 2009 le 630 mila tonnellate e consistere soprattutto di semi di soia (e per poco più di 1/5 del volume di questi ultimi, in semi di arachide); un buon volume della soia importata sarà diretto a Kaliningrad dove si è recentemente completato un moderno complesso specializzato di frantoi.Nel 2009 la produzione delle principali piante oleose viene stimata in 8,5 milioni di tonnellate; la riduzione del raccolto totale di 200-450 mila tonnellate circa rispetto alle mietiture record del 2008 sarà dovuto a rese leggermente inferiori nonostante un piccolo aumento (tra 20 mila e 150 mila ettari a seconda dei vari studi) delle superfici seminate a piante oleose: la peraltro contenuta diminuzione delle rese è spiegata con i diminuiti investimenti in sementi selezionate e fitofarmaci a causa delle ristrettezze imposte dalla crisi economica.A parte l'output preponderante di girasole, la produzione 2009 di semi di rapa è proiettata in 770 mila tonnellate e quella di semi di soia in 760 mila tonnellate.Nell'ambito delle coltivazioni da olio al di là di quella tradizionale del girasole, è bene notare che quest'anno è prevista crescere la domanda interna di prodotti alimentari a base di soia ma che l'incremento della produzione domestica di questa cultivar sarà molto contenuto.Ancora, sarà interessante seguire il futuro della rapa da semi in Russia: il suo olio sta registrando infatti una domanda in continuo aumento nella vicina Europa; nella Federazione Russa i semi di rapa stanno aumentando specialmente in quelle regioni in cui le condizioni climatiche non sono sufficientemente favorevoli per la coltivazione di girasole o di soia.Serve peraltro sottolineare che gli esperti devono ancora valutare gli effetti che la siccità di giugno-luglio nell'area del Volga (le regioni del Bashkortostan, di Orenburg, Samara, Saratov, Tatarstan, e Volgograd hanno decretato una situazione di emergenza) ha prevedibilmente avuto sulle coltivazioni di piante oleose; queste siccità hanno già avuto conseguenze negative sulle cultivar di grano

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