Il Mercato del Lavoro in Russia
Russia è un’isola tranquilla per gli specialisti stranieri che lavorano a contratto
Più del 30% guadagna 250mila dollari l’anno. I professionisti che vengono dall’estero godono di un regime speciale e preferenziale di imposizione fiscale. La loro collaborazione è molto richiesta e con una domanda sempre molto alta possono dettare le loro condizioni. La Russia è un paradiso vero e proprio per gli specialisti stranieri. È questa la conclusione a cui sono arrivati gli analisti della banca Hsbc che hanno realizzato un’indagine sulla situazione finanziaria degli expat, gli specialisti stranieri che lavorano in Russia a contratto. La maggior parte di lavoratori opera in settori di prestigio, tra cui società finanziarie, agenzia di Pr e così via. Più del 30% dei professionisti stranieri che lavorano in Russia gode di una remunerazione che non di rado supera i 250.000 dollari l’anno, il livello di stipendio più alto. A Hong Kong guadagna la stessa cifra il 27% degli specialisti stranieri. Mentre in Giappone riceve uno stipendio così alto il 26% degli expat. Seguono la Svizzera (25%) e l’India (25%). Nel mondo solo il 16% degli specialisti che lavorano all’estero può vantare una tale retribuzione annua. n Australia il 63% degli expat guadagna meno di 100.000 dollari l’anno, un livello raggiunto in Belgio dal 61 per cento. onostante che in Russia nei Paesi asiatici gli specialisti stranieri guadagnino più che altrove, anche in questi Paesi a causa della crisi economica essi rinunciano a investire in oggetti di antiquariato, in prodotti di lusso, ma spendono tantissimo per le vacanze, i divertimenti e per il tempo libero.
La vita nei Paesi asiatici costa meno che altrove. Per esempio, in Malesia, in Cina e in India i costi per l’affitto degli alloggi sono soltanto una piccola parte di quanto si spende per le locazioni nei Paesi di origine. a maggior parte di specialisti stranieri va a lavorare all’estero per guadagnare di più. Il 68% degli intervistati ha dichiarato di riuscire a mettere da parte e di investire molti più soldi rispetto a quanto fosse possibile nel Paese di origine, mentre tra gli specialisti di alta fascia l’80% investe una parte consistente dei propri guadagni. Soltanto il 14% degli expat ha affermato di riuscire a mettere da parte meno soldi rispetto a quanto fosse possibile in patria.
In Arabia Saudita, Russia e Qatar gli expat riescono a risparmiare più sodi che in altri Paesi. ltre che alimentare i tradizionali conti bancari, gli specialisti stranieri investono ampiamente in titoli, in beni immobili e in fondi di vario tipo. Gli immobili costituiscono l’investimento più popolare in Sudafrica e in Bahrein (73% e 68%), mentre il 68% degli specialisti stranieri in Giappone ha scelto di investire in fondi mutui. Nonostante la crisi finanziaria, gli investimenti in titoli sono ancora popolari tra gli specialisti a Hong Kong, in Giappone e in Malesia. In ogni caso la crisi ha colpito le tasche degli specialisti stranieri altamente remunerati: il 63% degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato il proprio atteggiamento rispetto alle spese personali. Il 25% ha spiegato di mettere dei soldi da parte “per la vecchiaia”. iù degli altri sono stati colpiti dalla crisi gli expat che lavorano in Russia, negli Stati Uniti e in Giappone dove rispettivamente il 73%, il 74% e il 76% degli intervistati ha dichiarato che la crisi ha fatto cambiare il loro atteggiamento sull’impiego dei guadagni e sulle spese personali e dei familiari. nche il 72% degli specialisti stranieri che vive e lavora in Thailandia - il Paese meno caro al mondo - ha dichiarato che anche da quelle parti la crisi incide sulle spese. nvece gli expat che lavorano nei ricchi Paesi del Medio Oriente non hanno ancora provato sulla propria pelle le conseguenze della crisi economica e finanziaria. Nel Qatar il 63% degli specialisti stranieri ha affermato di non aver notato alcuna crisi finanziaria. In Bahrein il 55% degli specialisti stranieri ha detto che la crisi non ha influito sulla loro vita o su quella dei loro familiari. comunque, il 60% degli specialisti stranieri che operano nel mondo ha dichiarato di aver rinunciato all’acquisto di oggetti di lusso (antichità, gioielli, auto, ecc.). Il 54% degli intervistati ha risposto di aver ridotto considerevolmente le proprie spese quotidiane, mentre il 36% ha deciso di aumentare il volume della parte guadagnata e messa da parte “per la vecchiaia”. Soltanto il 2% degli intervistati ha detto che nel 2009 intende spendere più soldi rispetto al 2008. L ’85% di tutti i “gastarbeiter” nel mondo ha dichiarato che non intende ritornare a casa prima che sia finita la crisi globale. Coloro che invece intendono farlo hanno spiegato che il motivo ve trovato nell’impossibilità di nuove promozioni di carriera (28%), in una riduzione dello stipendio (19%), nell’impossibilità di mantenere un livello di vita pari a quello che gli expat sono abituati all’estero (16%) e nella scadenza del contratto a breve termine (15%). Paesi peggiori per i professionisti che lavorano all’estero sono la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia. La Gran Bretagna è inoltre il Paese il 50% degli specialisti stranieri vuole abbandonare al più presto.In ogni caso i professionisti stranieri che vengono a lavorare in Russia possono essere considerati di parecchie volte più ricchi rispetto ai loro colleghi russi, che guadagnano il 20-30% dei loro stipendi . In Russia chi arriva dall’estero per lavorare in base a un contratto gode di un regime privilegiato d’imposizione fiscale. Le condizioni del contratto degli stranieri con il datore di lavoro russo sono nettamente migliori rispetto a quelle riservate ai russi. Insomma, dall’inchiesta condotta dagli analisti di Hsbc emerge che in Russia essere un immigrato in regola significa acquisire molti vantaggi.