Il Mercato dell'Abbigliamento Protettivo
Il Mercato della sicurezza professionale personale in Russia.
Gli articoli di equipaggiamento per la sicurezza professionale personale offrono in Russia un ampio mercato particolarmente appetibile per i produttori occidentali, dove la penetrazione di articoli di qualità risulta facilitata anche dall’adozione di recenti norme a maggiore tutela della sicurezza sul lavoro. Non sono soltanto le osservazioni empiriche di tipo esterno, con la crescente sensibilità in tutto il mondo per le tematiche della sicurezza sul lavoro, che suggeriscono per questo mercato in Russia un futuro di espansione: la stessa Federazione Russa ha infatti, purtroppo, da sé una lunga storia di tragedie professionali che ha finalmente convinto gli stessi legislatori ad intervenire più incisivamente sulla normativa. Il fatto che una buona parte dei lavoratori russi sia ancora sprovvista di un equipaggiamento basilare per la propria sicurezza professionale ha portato il sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, ha intervenire sull’argomento chiamando “inaccettabile” ad esempio la situazione del settore cittadino delle costruzioni, che ha pagato con un caro prezzo di incidenti il suo boom di questi anni. Fatti di cronaca recentissimi sottolineano un altro caso macroscopico, quello del minerario russo, ma praticamente ogni settore economico può potenzialmente aprirsi al discorso della sicurezza sul lavoro.Questo genere di articoli professionali sono utilizzati in un vasto raggio di mercati finali, dai vigili del fuoco ai medici, e solitamente il mercato dei prodotti per la sicurezza personale si suddivide in abbigliamento e guanti protettivi, articoli per la protezione del collo e della testa (comprendendo anche la protezione della vista e dell’udito), calzature di sicurezza, e respiratori.Le stime sul valore del mercato russo degli articoli per la sicurezza professionale personale non sono univoche: esse oscillano piuttosto ampiamente dai 900 milioni di dollari ai 2,5 miliardi di dollari pre-crisi all’anno a seconda delle migliori fonti disponibili; il mercato avrebbe comunque goduto di tassi di espansione annua anche del 15%. La crescente sensibilità del legislatore e delle industrie per queste tematiche avrebbe poi fatto, secondo altre fonti, più che raddoppiare, nel quinquennio precedente alla recessione, le spese medie pro-capite per lavoratore di questo genere di articoli, portandole a circa 80 dollari. Ciò sino alla crisi economica, che a partire dagli ultimi mesi del 2008 avrebbe causato anche in questo settore un drastico calo delle vendite in certi casi probabilmente di fino ad un terzo; anche se per i settori professionali più pericolosi la crisi non avrebbe influenzato in modo sensibile le spese per la sicurezza sul lavoro delle aziende, secondo gli esperti l’intero mercato russo avrebbe iniziato gradualmente a riprendersi sin dalla metà dello scorso anno. Quanto al futuro, secondo alcune consulting internazionali entro il 2015 il mercato russo sarà in grado di crescere anche dell’80-90% rispetto alle dimensioni che aveva nel 2008. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i regolamenti ministeriali in materia di sicurezza sul lavoro, ed alcuni di questi (come l’ordine n. 586 del 23-10-2008 del ministero per lo sviluppo sociale) hanno anche cercato di mettere ordine all’intera dotazione di direttive e di predisporre le basi per misure regolari di controllo e nuovi progetti futuri; dal primo gennaio di quest’anno il governo può poi emanare direttive immediate per compilare e aggiornare liste di articoli per la sicurezza professionale personale da considerare come essenziali, con la legislazione russa che anche in questo settore si è avvicinata a quella raccomandata dall’Organizzazione mondiale per il commercio. Presso il ministero per la salute e lo sviluppo sociale opera l’Istituto panrusso per la sicurezza e l’economia del lavoro, che recentemente ha accentuato i suoi contatti tanto con le varie autorità regionali quanto, a fini di studio, con i principali player russi appartenenti al mercato domestico degli articoli di equipaggiamento per la sicurezza professionale personale; l’associazione di categoria che rappresenta questi ultimi (“Ciz”, aperta anche ai produttori stranieri presenti sul mercato russo) svolge a sua volta attività comuni con l’Istituto di medicina del lavoro dell’Accademia russa delle scienze sociali. La tragedia mineraria accaduta in questi giorni nella regione di Kemerovo ha portato di nuovo alla ribalta, purtroppo con un accento tragico, il tema della sicurezza negli ambienti di lavoro, a qualsiasi comparto industriale essi si riferiscano: dal lavoro più prettamente manuale alle occupazioni più tecniche. Subito dopo il comportamento responsabile del lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni, per la sicurezza professionale rileva immediatamente la correttezza degli accessori e dell’abbigliamento da lavoro. L’abbigliamento specialistico, da lavoro (per metallurgia, chimica, gas-petrolifero, ecc.), protettivo, antinfortunistico, e termico rappresenta una delle nicchie di mercato in grado di imprimere una nuova direzione all’industria tessile domestica della Russia, da tempo altrimenti in critiche condizioni; il mercato espresso da tale nicchia operativa è stato ritenuto da molti esperti stabile anche durante la recessione e ogni anno vengono sostituiti nel paese diversi milioni di pezzi di abbigliamento specializzato e protettivo. Le ancora pochissime aziende tessili occidentali di abbigliamento da lavoro che hanno instaurato una propria produzione in Russia non hanno in genere neppure bisogno di cercare contatti con i migliori clienti locali, in quanto sono di norma questi (soprattutto le multinazionali operative nel paese) a rivolgersi direttamente a loro proponendo le proprie necessità di vestiario specializzato; con un marketing non eccessivo, anche i player prettamente locali sono però in grado di ottenere ordini di discreta rilevanza. La vastità del mercato russo dell’abbigliamento protettivo consente di effettuare case study anche per nicchie di mercato poco battute ma emergenti e ricche di potenzialità. Oltre alle attrezzature personali di protezione “intelligenti” e ai tessuti tecnici innovativi per indumenti da lavoro, numerosi sono infatti i comparti con le maggiori opportunità di crescita. Il settore guanti rappresenta alcune delle migliori potenzialità nel mercato russo degli articoli per la protezione personale, per l’ancora relativamente basso livello di utilizzazione, ed è un settore in cui crescerà la richiesta di prodotti di qualità e certificati, nonostante la resistenza di una certa parte dell’industria russa, che continuerà a sostenere l’utilizzazione di articoli domestici a bassa qualità oppure già con una lunga anzianità di servizio, o continuando a resistere a maggiori spese da dedicare alla sicurezza sul lavoro. In parte sarà da superare anche la resistenza personale dei lavoratori che scelgono autonomamente in moltissimi casi di non indossare guanti per le cattive caratteristiche di manifattura degli stessi, tali da impedire l’agevole manipolazione degli attrezzi: un fattore che può ben essere sfruttato dai produttori per offrire articoli più moderni, funzionali, e pensati appositamente per le loro applicazioni sul campo. All’interno del settore guanti, gli articoli in gomma rappresentano un sottocomparto a sé. I guanti tecnici in gomma industriale più ricercati dalle grandi aziende russe sono quelli in grado di resistere per più tempo alle aggressioni dei fattori chimici più diffusi nell’industria, e uno standard sempre più comune con cui si è soliti misurare il grado di sicurezza offerto da questi articoli è la loro capacità di resistere a soluzioni di componenti alcalini e solforici per otto ore continuative (l’intera giornata lavorativa). Nel mercato russo dei guanti tecnici sono particolarmente attivi grandi distributori costantemente alla ricerca, attraverso i comuni canali del business transanzionale, delle migliori offerte, e disponibili all’acquisto di grossi lotti qualora i prezzi risultino competitivi; il primo contatto con l’azienda produttrice è di norma rappresentato dal catalogo, dalle caratteristiche tecniche dell’articolo (composizione, spessore, proprietà meccaniche, ecc.) e dalla price list con i termini di consegna possibili. Oltre alle applicazioni industriali, una dinamicità per nulla indifferente l’ha dimostrata negli ultimi anni il mercato dei guanti in gomma per applicazioni cliniche e medicali, dove differenziazione e innovazione tecnologica dei prodotti sono estremamente importanti. Le riforme stanno incoraggiando l’ammodernamento dell’elefantiaca sanità russa ma allo stesso tempo la crisi ha imposto la massima razionalizzazione delle spese, ed è per questo che i fornitori di tale merce particolare debbono essere in grado di fare un’offerta in linea con le esigenze odierne di cliniche e laboratori, e di far conoscere ed apprezzare meglio marchio e caratteristiche dei propri prodotti agli utilizzatori professionali russi. Si stima che il mercato europeo (e russo) dei guanti chirurgici e da visita (sterili e non sterili) avrebbe potuto crescere ininterrottamente di fino al 4% annuo dalla metà dei primi Anni Duemila fino a quest’anno se non fosse intervenuta la recessione mondiale; dopo l’inevitabile risalita della china post-crisi, uno dei futuri motori di crescita del mercato sarà la sua graduale conversione verso produzioni di nuovo tipo. Anche il mercato russo di questi prodotti sta infatti diventando sensibile alle tematiche (già note da più tempo in Europa occidentale) delle allergie per il contatto prolungato con il lattice di gomma naturale ed ha iniziato una certa conversione, richiedendo alternative, anche sintetiche (neoprene, polyisoprene, ecc.), a questo materiale tradizionale, con queste ultime che si sono garantite, grazie al graduale miglioramento di materiali e tecnologie, una nicchia a sé stante, mentre dal punto di vista dei costi (che sono più alti rispetto al lattice) la loro maggiore diffusione potrebbe servire a compensare in parte le perdite subite dal mercato per la crisi. La Federazione Russa importa qualsiasi tipo di guanti in gomma, ma poiché il paese possiede una capacità sufficiente per produrre localmente quelli industriali, i prodotti d’importazione destinati all’industria e all’ambito casa debbono essere particolarmente competitivi per resistere alla concorrenza locale, a meno che abbiano caratteristiche particolarmente innovative sconosciute alla produzione russa; è invece ottimo il potenziale per le esportazioni in Russia di guanti medicali, la cui produzione nel paese di Putin non è ancora diffusa. In ogni caso, come in tutto il mercato degli articoli per la sicurezza professionale personale, anche nel comparto dei guanti in gomma i produttori locali presenti in questo segmento desiderano cooperare con partner occidentali, per fare tesoro dell’expertise altamente tecnologico di questi ultimi. Tradizionalmente i maggiori paesi esportatori di guanti in gomma nella Federazione Russa sono Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Indonesia, Malaysia, Stati Uniti, e Tailandia, che negli ultimi anni si sono alternati nelle prime posizioni quanto all’export, ma bisogna ricordare che in parecchi casi gli articoli a brand soprattutto francese, tedesco, e inglese sono originariamente stati prodotti in paesi asiatici e quindi riesportati con un nuovo packaging in Russia; tutto russo è poi il fenomeno della sterilizzazione in loco, da parte di taluni player locali, di guanti e altri prodotti in gomma importati originariamente come non sterili. Grazie ai suoi prezzi assolutamente concorrenziali, negli ultimi anni la Cina, che copre con il suo export tutti i settori dei guanti e domina in quelli industriali e per l’ambito domestico, ha fatto registrate il più veloce tasso di crescita nelle esportazioni in Russia. Tanto il mercato russo dei guanti industriali e domestici quanto quello dei guanti medicali in gomma (a sua volta estremamente sensibile ai prezzi proposti vista la fortissima concorrenza cinese e l’attuale congiuntura economica, e con un settore import tradizionalmente molto remunerativo) sono caratterizzati dall’importazione che avviene per lo più da parte di grandi importatori professionali piuttosto che da parte dei grossisti, per le difficoltà di questi ultimi a stoccare grandi volumi di prodotto e per il pericolo di deterioramento che corre perlomeno il lattice naturale nelle lunghe fasi di trasporto, soprattutto durante la stagione fredda: sono quindi gli importatori a vendere lotti più contenuti ai grossisti e ai più grandi utilizzatori finali (come gli ospedali), mentre nell’anello successivo della catena distributiva i grossisti rivendono la merce ai supermercati, agli outlet del fai-da-te, alle piccole cliniche, e alle farmacie. Gli operatori internazionali del settore della gomma naturale e artificiale con applicazioni alla tutela professionale personale possono guardare con interesse alle opportunità offerte dal mercato russo dei guanti in gomma per le utilizzazioni più varie, se in grado di offrire prodotti moderni e altamente qualitativi, e qualora dispongano di strutture produttive che applicano i procedimenti, i materiali, e le tecnologie più recenti.