Il Mercato delle Vernici in Russia
Il mercato russo delle vernici.
Le vernici formano un universo sostanziato da diverse tipologie di prodotti (vernici, lacche, altri tipi di rivestimenti) per la colorazione di una vastissima gamma di articoli/oggetti, dagli automezzi e macchinari ai mobili, fino alle costruzioni, alle imbarcazioni, finanche alle strade e al packaging industriale. Gli specialisti sono soliti comunque suddividere per comodità questo eterogeneo mercato in quattro settori: quello dei prodotti cosiddetti architettonici (mestiche per prima mano, impregnanti, per finissaggio interno ed esterno, ecc.); industriali (per automotive, ferrovia, cantieristica navale, impianti gas-petroliferi, elettrodomestici, materiali plastici, vernici anticorrosive-antiruggine a protezione dei metalli, ecc.); per mobilio e legno (lacche); e per altri utilizzi (vernici per segnalazioni stradali orizzontali, ponti, tunnel, vernici speciali antincendio, ecc.).In Russia quello delle vernici è considerato tra i mercati quello a sviluppo più dinamico, e perciò più attraente del mondo, con lcrescita costante delle sue vendite che ha rivaleggiato con il trend di crescita della Cina, oggi considerato il mercato delle vernici a sviluppo più veloce del pianeta. Durante l'ultimo decennio la domanda è risultata in costante aumento tanto per i prodotti economici quanto per quelli più costosi, con l’accresciuta competizione fra i produttori locali per i primi, e fra le multinazionali delle vernici e alcuni player locali di grandi dimensioni per le vernici di maggiore qualità.Il boom delle costruzioni che si è registrato nel paese per l’assoluta maggioranza di questo decennio ha poi ad esempio beneficiato grandemente il settore delle vernici per il building.Non deve sorprendere pertanto, che nemmeno la Russia abbia potuto sottrarsi al forte calo della richiesta di vernici imposto dalla crisi globale, ma quello che più conta a questo punto è che il paese diventerà di nuovo un mercato-chiave non appena rientrata la recessione, ed a beneficiare per primi della ripresa saranno quanti dispongono già di un business ben avviato.All’inizio del 2008 la domanda di vernici e rivestimenti nell’Europa centrale ed orientale geograficamente estesa sino alle repubbliche del Caspio veniva valutata in più di 4,8 milioni di tonnellate e la crescita media dei mercati nel 9% annuo, con punte del 12%; nel corso del 2008 e a causa della crisi, la crescita si è però appiattita.Il consumo di vernici e rivestimenti in Russia, dopo avere raggiunto nel 2007 il massimo post-sovietico di 1,18-1,25 milioni di tonnellate a seconda delle varie fonti considerate (laddove la produzione interna, anch’essa record, risultò sulle 993 mila tonnellate), nel 2008 è arretrato a 1,16 milioni di tonnellate e la produzione interna di circa il -4,9% rispetto a quella 2007.Complessivamente in tutto l’anno 2008 l’import, aumentato su base annuale di oltre il 9% per volumi e del 21% per valore, a differenza della produzione domestica non avrebbe risentito della crisi, con un valore attorno agli 883 milioni di dollari.Per il 2009 si prevede purtroppo di nuovo una riduzione del mercato rispetto all’anno scorso; secondo tuttavia alcuni operatori (come l’importante Empils) l’anno potrebbe chiudersi comunque con un aumento, pur molto contenuto, delle vendite rispetto al 2008. Il consumo pro-capite di vernici (attualmente molto basso, di circa 8,8-9 chilogrammi) è previsto continuare a crescere nel dopo-crisi; secondo Tikkurila, nel 2008 il solo mercato russo delle vernici decorative avrebbe avuto un valore di 1,1 miliardi di dollari con volumi di circa 670 milioni di litri.Prima dello sfociare della crisi, gli esperti avevano previsto il raggiungimento della richiesta russa di vernici della quota di 1,5 milioni di tonnellate entro il 2010; oggi invece non è stato soltanto il brusco alt delle costruzioni ad assestare un duro colpo al mercato russo delle vernici, ma anche l’improvviso stop dell’automotive, la cui produzione nei primi dieci mesi del 2009 è diminuita su base annuale di circa il -63%.Dal punto di vista della distribuzione geografica, circa un terzo del consumo russo di vernici avviene nel Distretto federale centrale, seguito da quello del Volga, con circa un sesto del totale, e quindi dal Distretto federale meridionale, siberiano, degli Urali, e nord-occidentale (con il 10-12% ciascuno) e per la parte rimanente da quello dell’estremo oriente.Il potenziale del mercato russo di vernici, rivestimenti, e lacche viene considerato molto ampio anche perché il superamento dei livelli di produzione di vernici degli Anni Novanta, appena prima del crollo post-sovietico dell’output, è cosa recente; l’importante soglia del milione di tonnellate nella domanda nazionale di vernici è infatti stata superata nel 2005, e all’insufficienza delle strutture produttive locali ha sopperito in questi anni il forte aumento delle importazioni dall’Europa occidentale (la Germania è stata tradizionalmente il maggior fornitore tanto di prodotti finiti quanto di ingredienti), che hanno servito anche a colmare il gap qualitativo con la produzione domestica.Tuttavia, a causa della crisi, nel primo semestre dell’anno i volumi di vernici e rivestimenti importati in Russia sono diminuiti del 16% rispetto alla prima metà del 2008; soprattutto perché anche in questo settore il governo ha iniziato a scoraggiare l’import a favore della produzione in loco, sono poi sempre più importanti i progetti greenfield per la produzione localizzata da parte delle nostre multinazionali.Menzioniamo che resta basso anche l’output russo di vernici in polvere, nonostante negli anni recenti siano state aperte alcune nuove strutture per la loro produzione, per volumi annui stimati in appena 20 mila tonnellate; pertanto la loro domanda viene tuttora soddisfatta per lo più dalle importazioni.
Anche se a partire dallo scorso anno, a causa della crisi, vi è stato chi ha voluto preventivare un ipotetico sorpasso da parte della Polonia (il cui mercato nel 2007 è stato valutato da alcune consulting indipendenti eguale a quello russo, avvantaggiata da grandi progetti di costruzione sostenuti dall’UE e Campionati europei di calcio 2012), la Federazione Russa dovrebbe essere ancora oggi il più grande mercato delle vernici dell’Europa orientale, secondo molti con le carte in regola per diventare per volumi il maggior mercato dell’intera Europa superando quello tedesco. Nel corso degli ultimi anni il mercato russo delle vernici (che per inciso, fatta eccezione per i prodotti in polvere, è ad andamento tipicamente stagionale con regolari picchi di richiesta nel secondo e terzo trimestre) si è invero dimostrato altamente dinamico per il numero di nuove operazioni portate avanti su di esso dalle principali multinazionali del settore, dall’apertura di nuovi uffici marketing, vendita, e distribuzione alla costituzione di joint venture con i produttori locali, fino all’acquisizione di player domestici e alla realizzazione di proprie strutture produttive in grado di offrire costi alla produzione minori rispetto alle locazioni in occidente: quest’ultima scelta è stata in molti casi resa necessaria dall’inadeguatezza degli esistenti stabilimenti russi di vernici, che per le loro dimensioni generalmente piccole avrebbero richiesto un investimento notevole anche per il loro semplice upgrade, così come dalla finalità di contrastare al meglio la concorrenza dei produttori locali. Allo stesso tempo, le nuove aperture di queste multinazionali hanno portato all’aumento dell’import russo di quelle materie prime di qualità per la produzione di vernici inesistenti nel paese, con alcuni produttori internazionali di ingredienti (adesivi, additivi, pigmenti, leganti, resine, riempitivi, solventi, stabilizzanti, ed altri prodotti chimici) che hanno deciso di iniziare a produrre direttamente in Russia, in particolare prodotti specifici e resistenti alle particolari condizioni climatiche del paese, compresi quelli con caratteristiche antisettiche. La disponibilità in Russia di questi vari ingredienti di qualità è infatti secondo molti ancora insufficiente: i pigmenti di produzione cinese ed indiana sono entrati di prepotenza nel mercato russo e sono concorrenziali sulla produzione nazionale grazie a prezzo contenuto e accresciuta qualità, mentre la produzione di solventi ad alta qualità è limitata a poche industrie chimiche. Le multinazionali con una produzione in loco sono importatori tradizionali del migliore ossido di titanio, che proviene in misura più rilevante anche dalla vicina Ucraina, ma in questo campo serve ricordare gli oltre 20 milioni di dollari investiti dal gruppo anglo-russo Aricom nella regione dell’Amur in uno stabilimento per la raffinazione del diossido di titanio ed altri ingredienti minerali, da 70-80 mila tonnellate l’anno destinate ai mercati russo e cinese. La produzione russa su scala industriale di diossido di titanio si ritiene comunque ancora insufficiente: per questo si è salutato positivamente il progetto, annunciato proprio questa settimana, che dovrebbe vedere l’ente promozionale delle nanotecnologie Rusnano e l’azienda chimica Nitol costruire un impianto produttivo di diossido di titanio da 400 milioni di dollari ad Usolie-Sibirskoye, nella regione di Irkutsk.
L’ultima operazione transnazionale in ordine di tempo nel mercato russo delle vernici risale al mese scorso, quando il produttore olandese AkzoNobel ha completato l’acquisizione dell’importante distributore russo Saba; alla fine dell’anno scorso Dow Coating Materials iniziava invece la prima fase della produzione di emulsioni in polimeri presso una fabbrica da 70 mila tonnellate annue poco distante da Mosca, e nel luglio 2008 Basf Vernici, la divisione rivestimenti per automotive del gigante della chimica Basf, diventava il primo produttore internazionale di vernici per l’automotive ad installarsi nel paese, con l’inaugurazione della sua nuova fabbrica di Pavlosky Posad, a 60 chilometri circa da Mosca: il primo investimento greenfield per Basf Vernici negli ultimi 25 anni, a sottolineare la crescente importanza del mercato russo.
La struttura, certificata Iso 9001:2000, ha una capacità annuale di 6 mila tonnellate di vernici ad alta qualità per automezzi, espandibile a 20 mila, e conta anche un laboratorio per la verifica della qualità e un magazzino. Nel 2007 Huntsman Corporation ha costituito una joint venture con il player russo Nmg per produrre ingredienti in poliuretano e resine, ma anche prodotti finali per le costruzioni e l’industria, presso uno stabilimento ad Obninsk; nello stesso settore e nello stesso anno, Rohm and Haas si accordava per l’acquisizione di alcuni asset finlandesi in Russia e per la costruzione di una propria fabbrica, e lanciava anche le attività della sua divisione educativa-d’addestramento “Istituto per la qualità delle vernici”. Abc Farben, Associazione dei produttori chimici di Cerkessk “Tsakhilov”, Base, Berger, Caparol Group, Daw Group, Diola, DuPont, Hempel A/S, Jotun Group, Kemira, Korund (smalti), Lakra Sintez, Meffert, Pigmenti Tambov (ingredienti), Ppc / Ppg Industries, Savyer (fabbrica Shelangersky), Sto Ag, Teknos, e Yasar sono tutti nomi ben noti nel mercato locale delle vernici e dei rivestimenti, ma di norma negli anni recenti la prima decina di aziende russe di vernici in ordine di importanza sono risultati i sussidiari di multinazionali occidentali. AkzoNobel è un conglomerato industriale olandese che, per quanto riguarda il settore che qui interessa, produce vernici, rivestimenti, ed altre specialità chimiche; ha aperto la sua prima fabbrica russa di rivestimenti per verniciatura in polvere nel 2007 ad Orekhovo-Zuevo, ed è passato alla storia per assicurare la protezione anticorrosiva alla più grande piattaforma petrolifera del mondo, operativa nella regione russa estremo-orientale di Sakhalin. La statunitense DuPont ha formato nel 2006 con il player locale Russky Krasky una joint venture specializzata in vernici automotive e ingredienti di base per il mercato russo e C.S.I., che produce in Russia applicando tecnologie DuPont; nel 2008 ha aperto anche un nuovo centro-laboratorio di ricerca russo da 3 milioni di dollari. Il produttore finlandese Kemira è ben conosciuto in Russia per le vernici Tikkurila e Teks (ma anche per l’organizzazione di appositi corsi d’addestramento per gli utilizzatori finali, anche hobbistici), ed è presente sul mercato russo sia con prodotti industriali sia nel segmento consumer, che ha anzi cercato di espandere il più possibile facendo tesoro della grande crescita del fai-da-te (in media dell’11% l’anno tra il 2002 e il 2008) e dell’interesse della famiglie alla ri-decorazione dei loro appartamenti; i suoi rivenditori sono ampiamente distribuiti sul territorio russo. L’azienda possiede in Russia, a San Pietroburgo e Stariy Oskot (vicino al confine ucraino), due fabbriche di vernici decorative, ma continua ad esportare dalla Finlandia in particolare prodotti per legno e metalli; tra i suoi investimenti in Russia, quest’anno ha aperto un centro logistico da 27 milioni di dollari a Mytishchi vicino Mosca, nel 2007 ha ottenuto partecipazioni di maggioranza nei produttori sanpietroburghesi di rivestimenti industriali Gamma e Okhtinsky, e nel 2006 acquisì la più grande azienda russa di vernici decorative, Krasky Teks. Per buona parte di questo decennio il mercato russo delle vernici (come quello della chimica più in generale) è stato toccato in genere soltanto marginalmente dall’afflusso di investimenti, guardato anzi (a torto) con un certo disinteresse degli investitori. E’ stato quindi soltanto nel corso degli ultimi due anni circa che i produttori domestici di vernici hanno iniziato ad impegnarsi su diversi fronti (brand e immagine, investimenti, nuove certificazioni, riorganizzazione aziendale) per migliorare le proprie posizioni, spesso ottenendo discreti successi; tra i principali ricordiamo Abc Farben, Empils, Lakra-Sintex, Russky Krasky, e Zagorsky Lkz. Il più conosciuto e risalente produttore russo di vernici è certamente la Russky Krasky di Yaroslavl, certificata Iso 9001 e 14001, che si specializza in prodotti industriali e automotive pur con un certo output di articoli architettonici e decorativi; già dalla metà del decennio ha accelerato la creazione di una rete di distributori su tutto il territorio russo e dei paesi confinanti, nel 2007 ha ulteriormente raffinato i prodotti per l’automotive con la collaborazione di DuPont, e di recente ha introdotto nuove vernici metallizzate e aperto nuove linee per la miscelazione dei colori industriali, per smalti, e per prodotti in polvere. L’azienda vende in tutta la Federazione Russa ed esporta il 20% della sua produzione nella Comunità di stati indipendenti, in particolare nell’importante mercato kazako, dove le vernici russe se la devono vedere anche con i prodotti cinesi e indiani.Empils è specializzato nei prodotti architettonici, con uno stabilimento ucraino che si aggiunge a quello domestico di Rostov, e oltre al mercato russo è presente in quello C.S.I.; per fronteggiare meglio le condizioni di crisi, nel 2009 ha introdotto una nuova gamma di prodotti economici a base d’acqua, dopo che nel 2008 aveva allargato la gamma prodotti con nuovi marchi e colori.La produzione russa di vernici è concentrata principalmente nel Distretto federale centrale, che nel 2008 ha assicurato un output di oltre 404 mila tonnellate, seguito dai distretti nord-occidentale e meridionale, ciascuno con circa 191 mila tonnellate, e quindi dal Distretto federale siberiano (circa 68 mila tonnellate), da quello degli Urali (31 mila tonnellate), e da quelli del Volga e dell’estremo oriente con una produzione di pochissime migliaia di tonnellate.La Russia produce vernici essenzialmente per il mercato interno, dal momento che nel 2008 il suo export è risultato di poco superiore alle 60 mila tonnellate, per un controvalore sul centinaio di milioni di dollari.Utilizzazioni industriali e professionali a parte, anche per i consumi privati e il fai-da-te (per la sua importanza è bene sottolineare che circa il 90% dei russi ha dipinto autonomamente la propria abitazione: i servizi di tinteggiatura professionale risultano utilizzati praticamente per lo più a Mosca ma non nelle regioni) la qualità delle vernici è ormai essenziale: è infatti la metà della clientela ad essere convinta al di là di ogni dubbio dei benefici derivanti dall’utilizzazione di prodotti più qualitativi e perciò più costosi.La necessità per le famiglie russe di tinteggiare di nuovo il proprio appartamento è secondo gli esperti costante, ed ogni anno si appresta ad effettuare questa operazione una quota sensibile dei nuclei familiari del paese.Ed è proprio la ricerca di questa qualità che ha provocato il graduale ma sempre più netto spostamento della distribuzione di vernici, nel settore consumer e in particolare nelle metropoli, dai mercati all’aperto (ancora diffusissimi e importante tipologia distributiva per una vasta gamma di articoli di consumo) alle catene specializzate, finanche ai grandi magazzini dei materiali da costruzione e del fai-da-te (come quelli di Obi, Castorama, Kingfisher, Klondike, Leroy Merlin, Maxidom, e Stroibery), mentre nel medesimo comparto si sta notando l’interesse per nuovi colori, bianco a parte.Ma in questo essenziale comparto, e per concludere, aggiungiamo che la tradizionale popolarità della carta da parati, e più di recente delle decorazioni per soffitto in gesso e simili costituiscono un ostacolo non indifferente ad un ulteriore boom nel segmento delle vernici decorative (per uso domestico e costruzioni) in Russia: che tuttavia resterà basilare, dal momento che al livello mondiale esso conta per più del 62% dell’intero mercato globale delle vernici.