Il Mercato Delle Colle

Categoria: Mercati Specifici
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Il mercato russo dei collanti, degli adesivi, e dei sigillanti

Quello degli adesivi e dei sigillanti viene normalmente considerato un comparto produttivo particolare dell’industria chimica, ma le applicazioni finali del medesimo sono in realtà vastissime e interessano quasi ogni industria. I segmenti di destinazione più importanti in cui questo mercato è suddivisibile si riferiscono ad articoli monouso igienici e non, assemblaggio di una vasta tipologia di prodotti industriali, comparto consumer, costruzioni, editoria e poligrafica (legatura di libri e pubblicazioni, carta gommata, ecc.), elettronica, fai-da-te, lavorazione del legno, labeling (produzione di etichette adesive, adesivi a pressione), packaging rigido e flessibile, pelletteria e calzaturiero, sigillanti, tessile, e molti altri. Le applicazioni in senso lato industriali costituiscono pertanto più del 40% del mercato complessivo dei sigillanti e degli adesivi, con il resto dello stesso suddiviso all’incirca pariteticamente tra le applicazioni consumer e prosumer (fai-da-te, artigianato, ecc.) e una gamma di articoli talmente importanti che secondo alcuni autori meritano di essere considerati un vero e proprio segmento di mercato a sé stante, ovverosia quello degli adesivi in nastro. I segmenti più importanti sono comunque quelli degli adesivi cosiddetti tecnologici e degli adesivi per l’industria della carta e del packing-packaging in carta e cartone, che insieme conterebbero per due terzi del mercato. Le principali tecnologie di produzione degli adesivi e dei sigillanti, e di conseguenza la classificazione dei medesimi (a cui sono da aggiungere i collanti completamente solidi, indurenti e non, a pressione [per nastri ed etichette], cianoacrilati, ecc.) sono sistemi reattivi, per colata calda, via acqua, via solventi, e alcuni altri. Per la fabbricazione di adesivi e sigillanti sono principali materie prime gli elastomeri ed i polimeri, a loro volta suddivisibili in varie classi quali amminoresine, gomme, leganti naturali, poliuretani, polisulfidi, resine acriliche e modificate, resine epossidiche, resine stireniche, siliconi, vinili, ed altri, compresi componenti cosiddetti “ibridi”. Al livello globale, l’industria degli adesivi e dei sigillanti si presenta altamente frammentata; certamente, esistono casi macroscopici di veri e propri giganti del rango di Henkel, 3M, Forbo, e pochi altri (la prima decina di essi conterebbe insieme secondo alcuni fino alla metà o più dell’intero mercato globale), ma il resto degli oltre 1.500 produttori di una certa importanza è in realtà costituito per lo più da aziende di dimensioni soltanto medie e piccole (in particolare in Europa). Questo per un’offerta di circa 250 mila prodotti diversi ed un mercato il cui valore è stato valutato in 23-24 miliardi di euro, diretto a superare i 30 miliardi di euro entro il 2012 se non si fosse verificata l’attuale crisi economico-finanziaria globale. Se nel corso degli ultimi anni fino al 2008 (anno di inizio della crisi) il mercato ha continuato ad espandersi globalmente di circa l’1% all’anno, mentre nei maggiori paesi industrializzati la sua crescita è stata moderata, in molti degli emergenti si sarebbero registrate espansioni anche del 7% e più annuo; nella Federazione Russa, che è uno dei maggiori mercati dell’Europa orientale con la Polonia e l’Ungheria, nel 2007 (ultimo anno di crescita ininterrotta) l’aumento della domanda sarebbe stato superiore al 4%. Le applicazioni degli adesivi e dei sigillanti sono perciò numerosissime ed è difficile pensare a qualche prodotto moderno, industriale o consumer, per la cui costruzione o assemblaggio non sia stato fatto uso di un legante. Ciononostante, dalle poche statistiche e stime più affidabili che risultano disponibili, nella Federazione Russa i consumi di adesivi e sigillanti risultano sorprendentemente piccoli. In realtà riteniamo che questa conclusione sia completamente fuorviante, e del tutto conseguenza per l’appunto della mancanza di dati statistici completi; e per una volta, dobbiamo far onore alla Russia aggiungendo che l’assenza di dati statistici affidabili su questa industria si verifica, purtroppo, in generale anche al livello globale, e in particolare in quello europeo, dove ad esempio da più di un decennio le fonti statistiche ufficiali di carattere nazionale sono state quasi tutte eliminate riducendosi quindi al lumicino: questa situazione ha portato gli analisti di mercato ad affidarsi a dati prettamente industriali (fortunatamente i maggiori player globali dell’industria dei sigillanti e degli adesivi risultano organizzati in associazioni di rappresentanza) e pertanto all’estrapolazione di trend da dati macroeconomici di più ampia portata. Sulla base di queste osservazioni il mercato russo dei sigillanti e degli adesivi è altrettanto importante per l’intera industria nazionale come lo è in Europa o in Nordamerica; ed è quindi indubbio che questo mercato abbia seguito nel suo sviluppo degli ultimi anni gli stessi trend delle altre economie a maggiore industrializzazione del mondo. Il mercato russo può valere per consumi di sigillanti ed adesivi grossomodo sul 7-10% di quello europeo, che a sua volta conta per un terzo dell’intero mercato mondiale; rispetto al valore medio del mercato europeo, il mercato russo potrebbe quindi valere tra 550 e 950 milioni di euro a seconda delle varie stime industriali ad oggi proposte. Rispetto alle dimensioni del mercato locale misurato in termini anche di popolazione residente, le quote di consumi e valore piuttosto contenute a cui porterebbero le stime proposte vengono spiegate con i costi di produzione ancora bassi esistenti in Russia, ma anche con la tuttora diffusa utilizzazione di leganti economici e di cattiva fattura; tuttavia non si può negare il fatto che il mercato domestico non si sia ancora espresso al meglio di sé stesso. Proprio molte delle potenzialità che restano inespresse nella Federazione Russa al livello di produzione industriale e redditi disponibili vengono giudicate dagli esperti come punti a favore dell’ulteriore, forte sviluppo futuro del mercato di leganti, adesivi, e sigillanti tanto industriali quanto consumer. Nella Federazione Russa i maggiori consumi di collanti si registrano nel building, nell’industria della carta e del cartone (che non ha come clienti soltanto la poligrafia, ma anche l’alimentare [con le sue confezioni] e i tabacchi [manifattura di sigarette]), nel fai da te, nell’industria leggera, e nella lavorazione del legno. Un mercato così variegato e complesso come quello dei sigillanti, con una clientela altamente disomogenea, non poteva non essere colpito dalla crisi; in Russia questa si è tradotta in particolare con lo stop delle costruzioni (e pertanto il crollo degli adesivi per il building) ed il crollo della produzione industriale (con l’arretramento degli adesivi tecnologici). I produttori locali di collanti non sono soltanto aziende di eredità sovietica e quindi generalmente poco moderne, dagli orizzonti limitati, e dalla produzione assolutamente tradizionale. Alcune delle aziende russe con i migliori laboratori di ricerca e sviluppo a disposizione si sono impegnate negli ultimi anni a creare nuove materie prime per la produzione di adesivi e sigillanti a seguito della modificazione soprattutto di resine epossidiche ed altri agenti di vulcanizzazione già conosciuti commercialmente; queste nuove sostanze sono riportate presentare caratteristiche di alta aderenza ai materiali termoplastici, alta stabilità al calore, basso indice di viscosità, ciclo di vita superiore alla media, elasticità, indurimento accelerato e anche alle basse temperature, e limitato rilascio di componenti volatili nell’ambiente. Molto avanti nella ricerca avanzata è ad esempio la società sanpietroburghese Chimex; certificata Iso 9001:2001, oggi questa azienda è tra i produttori russi leader di poliuretani, composti epossidici, diluenti, indurenti, acceleranti, e agenti di vulcanizzazione, e nel settore che qui interessa rifornisce, presente anche nel mercato export, praticamente tutte le materie prime per l’industria degli adesivi; per la produzione di chimica tecnica, alcuni componenti di base o elaborati e gli impianti produttivi necessitati sono stati riforniti da una molteplicità di affidabili fonti estere, come Akzo Nobel, Basf, Dow, Huntsman, e Merck.  l grande numero di acquisizioni, joint venture, e fusioni verificatosi nell’industria globale dei sigillanti tra gli ultimi Anni Novanta e l’inizio di questa crisi economica è peraltro indicativo di dinamicità e soprattutto di un trend destinato a prendere piede anche in Russia, sottolineando il crescente interesse per questo settore industriale particolare (ai fini pratici delle trattazioni è agevole e allo stesso tempo tradizionale considerarlo pari all’”1%” del mercato chimico globale) ma allo stesso tempo racchiudente un numero vastissimo di utilizzatori industriali finali. Il paese ha già iniziato ad essere destinatario di alcune operazioni di M&A e jv: l’holding statunitense Huntsman e l’azienda chimica russa Nmg (tra i principali produttori russi di poliuretani), forti della collaborazione commerciale di un decennio, con la costituzione di una propria joint venture hanno ad esempio preso di mira le aziende di adesivi locali e delle altre repubbliche ex sovietiche, a cui intendono offrire la propria produzione di poliuretani. Certificata Iso 9001:2000 e Iso 14001:2004, con sede ad Obninsk nella regione di Kaluga, Zao Huntsman-Nmg ha proprie filiali anche a Celiabinsk, Mosca, Novosibirsk, Rostov, Togliatti, e all’estero a Kiev e Minsk. La tradizionale ammirazione per la qualità industriale occidentale e le particolari caratteristiche del mercato russo degli adesivi e dei sigillanti favoriranno la sua globalizzazione e lo sbarco di fabbricanti di collanti ad ispirazione multinazionale, anche perché il mercato locale è molto meno o per nulla incline alla cosiddetta familiarizzazione del business invece così importante per l’Europa (e per l’Italia in particolare): che se ha portato dinamicità e facilità di gestione, allo stesso tempo ha contribuito alla formazione di un mercato globale fortemente frammentato e minato dal nanismo aziendale. La richiesta di adesivi e sigillanti è stata fino allo scoppio di questa crisi economica in continua crescita in tutto il mondo, con lo sviluppo da parte delle aziende di un compatto gruppo di paesi industrializzati di nuovi articoli (anche e soprattutto ecologicamente compatibili) e di nuove tecnologie produttive che è stato praticamente senza sosta. Il futuro del mercato russo degli adesivi e dei sigillanti non è brillante soltanto perché esso dispone di tutte le carte in regola per farne aumentare fortemente la domanda, ma anche perché possiede vantaggi di tipo naturale per agevolare produzione e offerta. Gli adesivi naturali continuano a venire utilizzati soprattutto nel packaging, nel labeling, e nella produzione di massa di nastri adesivi a basso costo. Negli anni recenti i volumi consumati a livello mondiale di materie prime adesive di carattere naturale sono tornati ad aumentare (probabilmente per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale) soprattutto per la maggiore coscienza ecologica del periodo in cui viviamo.   Gli adesivi naturali sono realizzati attraverso la lavorazione di alcune risorse minerarie ma soprattutto di una gamma piuttosto numerosa di elementi biologici, di provenienza per lo più vegetale ma anche animale: soprannominati da alcuni “bioadesivi”, questi prodotti stanno vivendo una fase di rinnovato interesse non soltanto perché gli adesivi basati su prodotti naturali e rinnovabili sono ecologicamente compatibili (dalla produzione all’applicazione e sino alla fine del loro ciclo di utilizzazione), ma anche in quanto molto meno costosi degli adesivi sintetici (anche se al dettaglio alcuni articoli possono per una serie di ragioni venire pagati di più dei collanti chimici). Grande interesse sta inoltre venendo dimostrato per l’uso di adesivi naturali da parte di applicazioni molto specifiche, come il medicale; ancora, nell’industria dei tabacchi, la produzione di sigarette è beneficiata dall’utilizzo di adesivi naturali derivanti dall’amido, che hanno caratteristiche ottime per queste e molte altre applicazioni, anche di viscosità. Adesivi derivanti da sostanze vegetali come amidi e destrine, in genere forniti sotto forma di polveri da diluire in acqua, trovano ampio uso per incollare carte e cartoni (compresi certi usi nel building: come il fissaggio della carta da parati); da sostanze animali (pelli, ossa, ecc.) e da materie prime di provenienza ittica provengono collageni utilizzabili per incollare cuoio, materiali porosi, ma anche legno. Gli adesivi naturali più utilizzati, anche in Russia, sono comunque quelli basati sugli amidi e la caseina: quest’ultima, anch’essa fornita in polveri, ha le caratteristiche tra le migliori di tutti gli adesivi naturali, e viene ampiamente usata per il labeling di bottiglie e contenitori in vetro, e per incollare carta, legno, e alcuni particolari per il building come il fibrocemento. Adatti alle applicazioni più diverse (dai lavori particolarmente delicati all’assemblaggio di parti pesanti di mobilio), la chimica “buona” moderna ha messo a punto adesivi naturali che posseggono molte delle proprietà comuni ai migliori collanti di origine sintetica, da un’aderenza particolarmente forte ad un’altra (a seconda degli usi desiderati) più flessibile, e ancora dall’impermeabilità alla solubilità nell’acqua, di nuovo a seconda delle caratteristiche ricercate dall’utilizzatore.Già da qualche tempo nei maturi mercati occidentali si sta ad esempio attuando un marketing mirato (soprattutto nel fai-da-te [che è in pieno boom in Russia]) per la commercializzazione di collanti alternativi a quelli tradizionali ma, in quanto di sintesi chimica, di norma con caratteristiche poco salutari quali odore sgradevole e pericolosità di movimentazione e utilizzo (in specie per la pelle [allergie] e, di nuovo, per l’apparato respiratorio).   In Russia come nel resto del mondo, gli adesivi basati su polimeri naturali continuano perciò a rappresentare una parte non indifferente dei collanti tuttora utilizzati. Le amministrazioni municipali di diverse metropoli russe stanno considerando l’introduzione su larga scala di sacchi e borse (le comuni borse della spesa) in fibra di carta a scapito di quelle tradizionali in plastica, con Mosca più avanti su tutte in questo processo. Nel settembre del 2009 il municipio della capitale ha infatti illustrato un programma, destinato ad iniziare in maniera volontaria, per vedere le classiche borse della spesa in plastica completamente eliminate a Mosca entro il 2012; le maggiori catene di supermercati come Billa, Sedmoi Kontinent, ed X5 si sono dette disponibili a sostituire le loro borse tradizionali gratuite con altri tipi biodegradabili, a pagamento, mentre i supermercati Sedmoi Kontinent avevano già cominciato mesi prima l’offerta ai propri clienti di borse in fibra naturale. La disposizione di amidi, destrine, e glutini sarà basilare per questo tipo di produzione, così come per assicurare l’adeguata soddisfazione della domanda che proverrà naturalmente anche da editoria e poligrafia, industria dei tabacchi, labeling, e packaging flessibile in particolare per l’industria alimentare. E’ altresì prevedibile che l’uso di questi componenti crescerà anche a seguito della maggiore sensibilizzazione sulle tematiche ecologiche (che rileverà pure alla fine del ciclo di vita del prodotto e al suo riciclo), sulla biodegradabilità, e soprattutto sul diritto dei consumatori ad un prodotto sempre più sicuro dal punto di vista della salute; e quelli della carta, del cartone, e del packaging si confermeranno come i segmenti più grandi per il consumo di adesivi e sigillanti, seguendo sulle sue tracce lo sviluppo del vicino, ma più avanzato, mercato europeo, dove i medesimi segmenti sono arrivati a contare fino a quasi il 45% dell’intero consumo di collanti. In ogni caso, tali materie prime possono venire prodotte in grandissime quantità e a basso costo in Russia, grazie all’amplissima dotazione di risorse agricole e forestali del paese. Con la vicinanza geografica alla Cina (locomotiva della manifattura mondiale e produttore, tra le altre cose, di oltre la metà delle scarpe di tutto il mondo), la necessità della Russia di capacità produttive sofisticate, e la prevedibile adozione di nuovi standard tecnologico-qualitativi sempre più stringenti, con altri fattori rappresentano opportunità che i player europei dei collanti non potranno permettersi di lasciarsi sfuggire. E in particolare italiani: dal momento che il nostro paese appartiene assieme a Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, e Stati Uniti alle nazioni più importanti tanto dal punto di vista della produzione che del consumo di adesivi e collanti.

Fonte: Uomini e Imprese

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