Il Mercato Russo della Floricultura.
Da sempre i fiori svolgono un ruolo tradizionalmente importante in diversi momenti della vita dei russi (alcuni di datata tradizione locale o sovietica, altri di importazione occidentale ma ormai entrati a far parte del quotidiano domestico), comprese alcune peculiarità difficilmente ritrovabili in occidente. Compleanni, festività di Capodanno e del Natale ortodosso, l’8 Marzo, San Valentino, varie giornate di commemorazione professionale (giornata dell’insegnante, delle forze armate, e così via) sono eventi in cui è di rigore donare fiori. La scelta delle specie floreali disponibili oggi nella Federazione Russa è per lo più illimitata. I fioristi russi sono in grado di offrire servizi professionali nella scelta e nella disposizione dei fiori, scelte, talvolta anche superstiziose per numero o colore dei fiori, che non sempre risultano coincidere con quanto avviene in Europa occidentale a causa delle particolari tradizioni russe. I fiori importati in Russia dall’estero sono relativamente costosi, mentre quelli coltivati localmente sono a buon mercato ma la loro qualità andrà verificata singolarmente: spesso essi presentano una qualità molto buona, mentre in altri casi è soprattutto lo stato del fogliame a lasciare molto a desiderare, oppure la loro tendenza a deturparsi più velocemente dei migliori articoli importati. Dal punto di vista della distribuzione gli operatori si dividono tra negozi di fiorista veri e propri, e singoli dettaglianti che propongono in vendita ai passanti la propria merce in punti strategici delle grandi città, come sottopassi particolarmente frequentati, o nelle immediate vicinanze di stazioni, fermate d’autobus o della metropolitana, o ancora dentro ai mercati all’aperto: questi dettaglianti solitamente offrono produzioni nazionali dal prezzo contenuto ma anche dalla qualità scarsa. Il fenomeno, tutto russo, di questi venditori ambulanti di fiori continua a rimanere diffusissimo, in realtà amato dalla popolazione, e secondo gli esperti è uno degli ostacoli alla maggiore diffusione dei format moderni (negozi professionali) per la vendita di piante e fiori in Russia. In genere i distributori russi meno grandi sono soliti rimanere fedeli alla gamma più popolare di fiori, limitando l’esposizione a specie più esotiche o rare. Da alcuni anni si sono fatti conoscere sempre di più, specialmente a Mosca, anche numerosi negozi virtuali di fiori che si rivolgono direttamente anche ai grossisti o ai fioristi dettaglianti: in effetti, tutto quello che serve per commerciare fiori su internet è un telefono cellulare e un’impiegata che riceva gli ordini; dopo avere smistato l’ordine, un corriere si reca al più vicino mercato, acquista il mazzo di fiori desiderato, e lo porta al cliente. Evidentissimi sono poi gli andamenti stagionali dei prezzi, che lievitano anche di due-tre volte e più (secondo alcuni i prezzi possono anche decuplicare) in occasione delle principali festività nazionali, quando i fioristi possono godere di un fatturato che da solo basterebbe quasi a garantirne la sopravvivenza anche nel resto dell’anno, indipendentemente da ulteriori ricorrenze importanti di natura privata come matrimoni, onomastici, ma anche eventi più tristi come visite ad ammalati o funerali, e senza dimenticare appuntamenti ed anniversari aziendali da ricordare e celebrare opportunamente, oppure congressi ed eventi della natura più varia (scientifici, di partito, il Primo Maggio, le festività ex rivoluzionarie di novembre, l’inizio ed il termine di anni accademici e scolastici, ecc.); si ritiene ad esempio che nella sola Mosca, in occasione di ciascuno dei due appuntamenti ravvicinati di San Valentino e dell’8 Marzo, vengano venduti più di 30 milioni di fiori. Ma non sono da sottovalutare neppure le decorazioni floreali, costanti in ogni periodo dell’anno, di cui sono soliti godere i migliori hotel, ristoranti, centri ufficio, oppure cliniche private. E’ molto difficile dare un quadro finanziario del mercato floreale russo: veri e propri studi completi non sono infatti mai stati realizzati. Per il suo valore in genere si parla di alcuni (in ogni caso non meno di 1-1,5) miliardi di dollari l’anno, con circa tre quarti o più del fatturato realizzato dalle importazioni dall’Olanda (tradizionale fornitore in Russia di rose, tulipani, e crisantemi), e con la crescente importanza di new entry quali il Sudamerica (soprattutto Colombia ed Ecuador) ma anche l’Africa. La Federazione Russa viene considerata oggi il sesto maggior importatore mondiale di fiori recisi, e il ruolo primario come fornitore dell’Olanda si spiega anche con il fatto che questo paese è da tempo diventato un vero e proprio hub per diverse altre nazioni maggiori esportatrici di fiori, i quali vi fanno transitare le proprie forniture dirette in quasi tutti gli angoli del mondo. I contatti, e in molti casi i concreti rapporti di collaborazione commerciale, tra i clienti russi ed i fornitori stranieri sono particolarmente avanzati per i nostri distretti dei fiori. Ci limitiamo comunque a citare la presenza costante alle maggiori fiere floreali di Mosca soprattutto di diverse organizzazioni promozionali e comuni della Liguria, così come del Piemonte (Associazione dei commercianti esportatori di fiori di Alberga, Consorzio fiori tipici del lago Maggiore, ecc.). Ma gli italiani dovranno vedersela sempre di più con i concorrenti dei paesi emergenti. A causa delle sue ottime prospettive di crescita (in particolare nel dopo crisi) il mercato russo dei fiori non si accontenta più dei rapporti con i tradizionali, e più forti, fornitori europei, ed è partito all’attacco per conquistare le produzioni migliori e a prezzo più contenuto dei paesi emergenti: sempre più spesso con l’appoggio ufficiale delle autorità. Non soltanto sono quindi ormai regolari gli incontri istituzionali con i fornitori europei di più lunga data (in testa a tutti l’Olanda), ma negli ultimi mesi si sono moltiplicati soprattutto i contatti con nuove nazioni: ricordiamo soltanto che a luglio si è recata in Etiopia una task force russa, composta anche da esperti del Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria, per verificare coltivazioni e qualità dei fiori locali, mentre durante la visita in Russia, dei giorni scorsi, del presidente ecuadoriano Rafael Correa si è discusso soprattutto di commercio floreale, e della proposta dei sudamericani di spedire fiori in Russia direttamente e senza passare attraverso la piazza obbligata di Amsterdam: secondo le ultime notizie disponibili, i primi cargo aerei di fiori sulla rotta diretta Quito-Mosca potrebbero iniziare a viaggiare già questo mese. Tra le aziende russe di floricoltura più conosciute menzioniamo Business Bouquet, “Fiori 7”, Galantus, Meszelenkhoz, MK Flora, Pulkovo, Slavzvet, mentre una grande disposizione di serre per la coltivazione di fiori la possono vantare le aziende Egorievsky, “Fiori dell’Udmurtia”, “Giardino di Cekov”, “Giardino di rose”, Mokshansky, “Nuova Olanda”, Yug-Agro, e Yuzhny: parecchi di questi operatori sta applicando, soprattutto alla coltivazione di rose, moderne tecniche di origine olandese. Dopo anni (dalla fine dell’Urss) di completo abbandono e degrado delle strutture esistenti, a causa principalmente dell’aumento dei costi energetici, oggi uno dei comparti della floricoltura russa ritenuto offrire le prospettive migliori è rappresentato proprio dall’installazione di serre, calde e fredde.
Invero, quello delle serre rappresenta un settore in cui esistono ancora molte opportunità aperte di accesso e dalle grandi prospettive: anche perché il basso grado di sviluppo di serre ed infrastrutture tecnologiche per la floricoltura moderna porta al paradosso che coltivare determinate varietà di fiori in Russia risulta più costoso che farlo, ad esempio, in Olanda! Gran parte dei nuovi progetti di installazione serre è orientato proprio alla floricoltura, considerato il valore di questo mercato in Russia e la remuneratività di diverse specie floreali, mentre finora soltanto una frazione delle serre esistenti sono state utilizzate per la coltivazione di fiori al posto di quella di ortaggi. Per la floricoltura, molti dei complessi russi di serre si trovano nel più temperato sud del paese (ma ve ne sono pure in Tatarstan, a Volgograd, a Kursk, e a Tomsk), ma anche nella stessa regione di Mosca, dove sono diversi gli operatori che coltivano con successo le rose; nello stesso sud la dotazione attuale di serre per una floricoltura moderna è insufficiente, e anche nella regione di Krasnodar (dove si verificherà un forte aumento della richiesta di fiori in occasione dello svolgimento delle Olimpiadi invernali a Soci) non esistono ad oggi grandi aziende agricole specializzate in grado di assicurare consistenti partite di fiori recisi e in vaso. I prezzi in Russia per l’impianto di una serra a regola d’arte (con sistemi di riscaldamento e di illuminazione artificiale controllata, o la coltivazione idroponica) sono relativamente sostenuti, e possono facilmente superare il milione di euro per ettaro. La fiera “Zveti” è punto d’incontro eletto per operatori ed esperti, e la principale esposizione specializzata russa della floricoltura; sue tematiche merceologiche sono giardini privati, parchi pubblici, gestione di riserve naturali, gestione del paesaggio, cultivar, piante ornamentali, aromatiche, e medicinali, articoli e servizi per giardinaggio, piccole macchine, gazebo e forme architettoniche per giardini, strutture per piante rampicanti, materiali e tecnologie, pietre decorative, e piccole sculture per giardini. La sedicesima edizione della fiera si è tenuta a settembre presso le strutture del Centro espositivo pan-russo, registrando la partecipazione di 700 aziende in provenienza da 30 paesi (oltre alla Russia [con 400 espositori di 25 regioni], Italia, Olanda, Austria, Belgio, Bielorussia, Cina, Colombia, Croazia, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Francia, Germania, Grecia, India, Israele, Kenya, Polonia, Regno Unito, Romania, Serbia, Spagna, Stati Uniti, Tailandia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Vietnam). Un’altra esposizione specializzata moscovita, più recente, è invece la “Paesaggio, architettura, florovivaistica – LafExpo” (decorazioni floreali, allestimenti e articoli per fioristi, vasi, terracotte e porcellane, piante artificiali, bonsai, serre, design del paesaggio e degli interni) solitamente ospitata dal Crocus Expo; ricordiamo infine anche la “Settimana verde moscovita” (floricoltura, sementi selezionate, attrezzature da giardinaggio, verde pubblico) organizzata dal Centro espositivo pan-russo. Il mercato floreale russo è caratterizzato da una forte competitività ed è perciò di difficile accesso ad un outsider che non conosca a fondo il business locale e le particolarità (talvolta i “segreti”) del commercio di fiori nella Federazione Russa; in genere tutte le migliori location nel principale mercato floreale russo, quello di Mosca, risultano già occupate (perlomeno dagli ambulanti) e di più, come hanno riconosciuto gli stessi italiani che già lavorano in Russia, i grossisti russi sono ormai molto attenti e competenti. Occorre essere preparati con adeguati piani di fornitura anche un semestre prima delle festività più importanti in Russia, ma anche avere effettuato nel dettaglio studi di marketing sulle preferenze dei consumatori, in modo da preventivare i corretti volumi di fiori da spedire, con il dovuto anticipo, nella Federazione. Del tutto consigliabile sono campagne pubblicitarie sulle numerose pubblicazioni di giardinaggio esistenti nel paese (Dom i Sad, Lubimaya Dacia, Sad i Ogorod, Sad i Sadik, Zveti, ecc.) e anche su alcuni portali del “ru-net” (greencom.ru, greeninfo.ru, ecc.). Da valutare è anche la partecipazione nei sottosettori, ancora più specialisti, dei fertilizzanti e dei fitofarmaci, delle sementi selezionate, e della torba. Egualmente interessante è il mercato russo dei fiori artificiali, che attrae anche il consumatore russo più esigente, facendogli apprezzare le creazioni qualitativamente migliori; all’interno di questo settore si ascrivono generalmente pure il fogliame e i frutti artificiali a finalità decorative. Anche se la merceologia russa si è gradualmente avvicinata al codice merceologico internazionale (il codice internazionale “Sitc” [Standard International Trade Classification] per i fiori, il fogliame, e i frutti artificiali in materie diverse dalla plastica è l’89929 e corrisponde al gruppo 67 categoria 6702900000 della Nomenclatura commerciale russa), la particolarità di questo settore, le caratteristiche peculiari delle statistiche ufficiali russe, i diffusi meccanismi di triangolazione, e il commercio sommerso rendono quasi impraticabile fornire statistiche certe per il mercato locale, e la maggioranza degli analisti ne stima le dimensioni affidandosi a metodologie teoriche che si basano su dati macroeconomici, particolari modelli commerciali, e altri indicatori econometrici.Insegne come quelle di Analda, Botanical Decor, “Casa Viva”, Convent Art, Convent Group, e Triz Collection sono particolarmente conosciute nel mercato russo dei fiori artificiali. Gran parte dei fiori artificiali importati dalla Russia provengono oggigiorno dall’Asia, in particolare da Cina e Tailandia; si tratta di articoli in genere di prezzo contenuto, ma che in sempre più casi hanno raggiunto una fattura qualitativamente discreta. A parte le creazioni più costose in seta e velluti, il poliestere è il materiale oggi prediletto dai maggiori produttori mondiali di fiori e piante artificiali per l’ottimo grado di assorbimento di pigmenti ed adesivi, la resistenza alla luce e al tempo, e per l’alta somiglianza in grado di offrire con le piante vere, anche se moltissimo dipende dalla qualità dei macchinari utilizzati per la stampa su questo materiale; i prodotti in poliestere sono considerati appartenenti alla fascia media o medio-alta del mercato. La cosiddetta resina d’argilla (con o senza l’aggiunta di un agente per la plastificazione) è materiale nuovo, introdotto qualche anno fa dai fabbricanti giapponesi, che sta gradualmente affermandosi anche in Russia permettendo di ottenere ottimi particolari, mentre il Pvc è utilizzato principalmente per stampare frutti e arbusti; la plastica viene tuttora utilizzata ma è considerata materiale di bassa qualità. Grazie all’utilizzazione di materiali innovativi, alcune piante artificiali posseggono un leggero grado di fosforescenza notturna, mentre determinati materiali fotocatalitici ancora più recenti appaiono in grado di purificare l’aria, in modo simile a quanto possono fare i purificatori all’ozono e simili; di nuovo la resina d’argilla viene poi sovente utilizzata per lo stampo di fiori particolarmente ricchi di particolari. Di queste particolari tecnologie (per la produzione di articoli di qualità superiore e perciò dal costo maggiorato di circa un terzo) sono oggi in possesso anche diversi produttori cinesi. In particolare proprio i produttori cinesi offrono collezioni annuali, si sono modernizzati acquistando nuove stampanti industriali che permettono di ottenere migliori tonalità e variazioni di colore rispetto al passato anche recente, e hanno incrementato notevolmente la gamma di piante e fiori artificiali in vendita, con alcune aziende che offrono un’attenzione ai dettagli superiore alla media per differenziare le proprie creazioni da quelle della concorrenza; oggi dalla Cina provengono non più soltanto fusti, rami, e frasche, ma anche mazzi di fiori completi, caschi di composizioni predisposte, e petali di qualità intercambiabili. Nel vendere in Russia, a quello asiatico si affianca l’export europeo (in particolare di Francia, Germania, Polonia, Svezia) e quello di alcuni paesi del Medio Oriente, soprattutto della Turchia. Esiste infine anche una certa produzione interna di fiori, fogliame, e frutti artificiali, che vengono inoltre esportati soprattutto in Bielorussia e in Europa centro-orientale.