La Regione di NOVOSIBIRSK
La regione di Novosibirsk si trova nella Siberia occidentale, a metà fra i fiumi Ob e Irtysh, e si estende su di un’area di oltre 178 mila chilometri quadrati; confina a sud con l’Altai ed il Kazakistan, ad ovest con Omsk, a nord con Tomsk, e ad est con Kemerovo. Il territorio è pianeggiante: al sud prevale la steppa (le zone a steppa iniziano con quelle di Kulunda in prossimità del confine col Kazakistan), mentre il nord è caratterizzato da foreste e da un gran numero di zone paludose. Il clima è continentale con inverni lunghi e freddi, e brevi estati; le temperature medie sono di -20° C a gennaio e di +25°C in luglio. La popolazione regionale è di circa 2,69 milioni di persone, di cui oltre 1,4 milioni vivono nel capoluogo Novosibirsk, la maggiore città della Siberia; Novosibirsk è la quarta città russa più grande per popolazione e la terza per area urbana, e rappresenta uno dei centri commerciali maggiormente importanti al di fuori della Russia Europea. Gli altri maggiori centri abitati sono Berdsk (90 mila ab.), Iskitim (62 mila ab.), Kuibishev (48 mila ab.), Barabinsk (32 mila ab.), Karasuk (28 mila ab.), e Tatarsk (26 mila ab.); ricordiamo anche Ob (24 mila ab.), dove sorgono l’aeroporto internazionale di Tolmacevo e i quartier generali delle importanti linee aeree S7 (ex Sibir). Le migrazioni dei coloni russi in quella che è oggi la regione di Novosibirsk furono intense sin dall’arrivo delle prime spedizioni alla fine del Seicento, e sul sito dell’attuale capoluogo un primo villaggio venne costruito sin dal 1710; i vari agglomerati crebbero in numero, e l’abitato venne più volte rinominato, quindi in Novonikolaevsk nel 1895 in coincidenza con i lavori di costruzione del tratto locale della ferrovia Transiberiana. La grande opera non fece che accentuare il carattere prettamente commerciale della cittadina, divenuta già da tempo centro di scambio per i traffici tra la parte europea e asiatica dell’Impero, localizzata strategicamente sull’Ob; nel 1903 l’insediamento ricevette lo status di città all’interno della provincia di Tomsk, e a partire dal 1926, quando possedeva già circa 100 mila abitanti, Novonikolaevsk venne chiamata Novosibirsk. Dopo la creazione della regione di Novosibirsk nel 1937, i primi decenni dell’Urss trasformarono gradualmente da un centro prettamente commerciale in uno industriale la città, che raggiunse il milione di abitanti all’inizio degli anni ’60. A differenza di molte altre regioni siberiane, Novosibirsk non possiede significative risorse minerarie; le riserve di greggio nella mezza dozzina di depositi attualmente in corso di esplorazione vengono stimate in circa 52 milioni di tonnellate, mentre quelle di gas naturale dall’unico campo attualmente sfruttato consisterebbero in mezzo miliardo di metri cubi. L’unico giacimento russo di antracite di alta qualità, adatta per la fabbricazione di elettrodi ad uso industriale, si trova nella regione di Novosibirsk, mentre le riserve totali di carbone si aggirerebbero sui 5,7 miliardi di tonnellate. La regione possiede però grandi quantità di vari generi di calcari, così come grandi depositi di torba; materiali da costruzione come pietre, ghiaia, sabbia, argilla, si trovano nella parte orientale della regione, dove esistono anche piccoli depositi di marmo; vi sono inoltre depositi minori di oro nel distretto di Salair. La regione possiede preziose risorse di acque minerali sotterranee, utilizzabili per scopi medici e termali, che possono venire utilizzate per il riscaldamento; sale e soda vengono estratti dai diversi laghi salati (lago Karachi) esistenti nel sud del territorio, oltre a certi tipi di fanghi terapeutici. Il territorio di Novosibirsk è ricchissimo anche di risorse idriche di superficie: l’Ob è uno dei maggiori fiumi al mondo, ma in totale i fiumi regionali sono più di 400 e i laghi sono numerosissimi (il Chany è tra i più grandi della Russia), soprattutto nei bassipiani del Baraba, mentre le paludi sono diffusissime nel nord della regione, un’area scarsamente popolata. Le foreste coprono all’incirca il 20% del territorio regionale, con le specie più diffuse che sono betulla, pino, pioppo seguite da abete, abete rosso, biancospino, cedro siberiano, e frassino, anche se l’abbattimento di legname non è mai stato settore particolarmente trainante a Novosibirsk; la taiga in senso proprio (abete, abete rosso, cedro siberiano) si trova nelle aree settentrionali, mentre pino, betulla, e pioppo prevalgono a sud. Il sottobosco delle foreste abbonda di funghi, piccoli frutti, e piante medicinali, tutti utilizzati commercialmente. I suoli della regione sono variati ma distribuiti in maniera disomogenea (prevalgono gli alcalini, i grigi, i podzolici) e non mancano neppure diversi tratti di fertili terre nere; un clima continentale in realtà relativamente (per la Siberia) temperato ed un numero di giorni assolati di poco minore a quelli di Krasnodar, creano condizioni favorevoli per l’agricoltura. Nel settore primario regionale l’allevamento conta per una parte notevole dello stesso, mentre l’estensione delle terre agricole a Novosibirsk copre quasi la metà del territorio; le coltivazioni più importanti sono quelle di cereali, girasole, lino, patate, ed altri ortaggi. La geografia della regione ha una forte influenza sulla produzione di cereali, dal momento che le varietà di grano duro sono coltivate nei distretti meridionali, più secchi, l’orzo nel nord, e le varietà di grano tenero nelle rimanenti zone a steppa; le imprese agricole dei distretti centrali si specializzano nella produzione di patate, ortaggi, e latte, rifornendo il capoluogo di questi prodotti deperibili, e in quest’area si trovano anche numerosi allevamenti avicoli. L’allevamento regionale è da carne e da lana, e riguarda ovini, bovini, suini, e pollame. Gran parte dell’importanza economica di Novosibirsk deriva dal fatto che il territorio lavora e trasforma le materie prime che provengono dagli oblast circostanti. Il settore industriale regionale comprende la produzione di energia, la metallurgia ferrosa e non ferrosa, la metalmeccanica, le costruzioni, la chimica e petrolchimica, l’industria forestale e della lavorazione del legno, l’industria cartiera, quella leggera e quella alimentare; meccanica, metallurgia, alimentare (inclusa l’industria molitoria e dei mangimi), e l’industria dei materiali da costruzione contano di norma insieme per una parte preponderante della produzione industriale regionale di Novosibirsk. La metalmeccanica produce macchine agricole, per l’industria leggera e macchine utensili, locomotori ferroviari, generatori per turbine, motori elettrici, e telai per l’industria tessile; la metallurgia regionale assicura acciaio in laminati e rotoli, tubazioni, lamiere stagnate e in latta. Più di tre quarti del potenziale industriale della regione sono concentrati nel capoluogo, che appena prima della crisi era stato ritenuto dalle agenzie russe come la terza città più attraente per il business, balzando dalla tredicesima posizione occupata nel 2007; Novosibirsk è anche conosciuto come importante centro di educazione e ricerca tecnica e scientifica, la cui competenza si traduce nelle produzioni altamente tecnologiche di molte società che operano nei settori radioelettronico, chimico, nucleare, aerospaziale, e nella fabbricazione di strumenti di precisione. Paragonata ad altre regioni siberiane, Novosibirsk tradizionalmente domina in termini di presenza sul suo territorio di gruppi industriali occidentali (Coca Cola, Daewoo, Honeywell, Pepsi, Philip Morris, Procter & Gamble, ecc.), presenza che spesso risale sino alla metà degli Anni Novanta. L’interscambio regionale con l’estero è in costante aumento; prodotti chimici organici e inorganici, metalli ferrosi e articoli in metallo, macchinari meccanici ed elettrici, macchine utensili, e generatori (per interventi legislativi, il legname è diventato meno conveniente) costituiscono le principali esportazioni di Novosibirsk; la regione importa abbigliamento, elettrodomestici, mobili, e prodotti alimentari, nonostante il forte contributo dell’industria alimentare locale sull’output industriale totale del territorio. Novosibirsk ha buone potenzialità turistiche possedendo più di 2.500 monumenti storici e culturali, dei quali 3/4 di importanza archeologica; conosciuto come “territorio dei laghi” per il loro grande numero, attorno ai più frequentati di questi (come il grande Chany) stanno sorgendo numerose stazioni climatiche di soggiorno. Lo zoo di Novosibirsk nel capoluogo non è soltanto un’attrazione turistica conosciuta in tutta la Russia, ma anche un’istituzione scientifica con ricerche apprezzate dagli studiosi del mondo intero. Situata fra il bacino del fiume Ob ed il corso della ferrovia Transiberiana, la regione di Novosibirsk è importante snodo nella rete di trasporti della Siberia, con la presenza anche di importanti ferrovie provenienti dal Kuzbass, principale centro minerario russo, e dai paesi dell’Asia centrale. Il mezzo di trasporto dominante a Novosibirsk è proprio la ferrovia: con i suoi 4.200 chilometri di rete movimenta la quasi totalità delle merci e dei cargo destinati al territorio, seguita dal trasporto su gomma e da quello fluviale; il sistema di vie di comunicazione fluviali è sviluppato e assicura il trasporto senza problemi sia di grandi stock di beni di consumo che dei prodotti petroliferi. Le autostrade nella regione collegano il capoluogo con Omsk, Tomsk, Barnaul, Kemerovo, e Novokuznetsk; l’aeroporto di Tolmacevo è il più grande della Siberia: dotato anche di un terminal doganale, collega oltre che svariate città russe anche regolarmente i paesi della C.S.I., oltre a Cina, Turchia, Tailandia, e Germania.
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