La Regione di PRIMORYE

Categoria: Regioni Russe
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La regione di Primorye (o Primorsky Krai), nell’estremo oriente del paese, confina con il territorio di Khabarovsk, la Cina e la Corea del nord, ed è bagnata dal mare del Giappone; con una estensione di quasi 166 mila chilometri quadrati (misura all’incirca 900 chilometri da nord a sud e più di 400 da est ad ovest), la parte orientale del territorio è dominata dai massicci montagnosi del Sikhote Alin, che si estendono da nord a sud per circa 2 mila chilometri, mentre le pianure si trovano nella parte orientale della regione. Gli inverni a Primorye sono brevi ma freddi, con temperature medie a gennaio di –20 gradi centigradi, e venti gelidi e nebbie dense provenienti dal mare; durante la stagione estiva, le ore di luce arrivano fino alla sera inoltrata, con temperature medie a luglio di 20 gradi. Il capoluogo regionale è Vladivostok (594 mila abitanti), la più grande città dell’estremo oriente russo e uno dei maggiori centri produttivi, commerciali, e finanziari dell’intera macroregione; le altre città più importanti sono Ussuriisk (157 mila ab.), Nakhodka (148 mila ab.), Artem (64 mila ab.), e Arsenev (62 mila ab.). La popolazione del territorio è di 2,07 milioni di persone, con una percentuale di abitanti urbani superiore al 78% laddove le città si trovano soprattutto nel sud della regione; i russi etnici costituiscono quasi il 90% della popolazione, seguiti da circa il 5% di ucraini e da altre piccole comunità, sul totale tutte inferiori al punto percentuale, di coreani, tatari, bielorussi, e molte altre etnie. Lo sviluppo dei territori, allora per lo più disabitati, che costituiscono oggi la moderna regione di Primorye proseguì con l’alternarsi di dinastie e imperi di origine cinese per tutto il Medioevo, senza alcuna influenza russa sino al Seicento, quando le prime migrazioni dagli Urali di Cosacchi e contadini alla ricerca di nuove terre arabili iniziarono a stabilirsi in maniera importante anche in queste terre; gli zar dichiararono nuovamente Primorye e l’Amur aperte allo sfruttamento di aziende agricole e imprese nella seconda metà dell’Ottocento, con le ultime maggiori migrazioni che avvennero sin verso la Prima Guerra Mondiale. Le risorse minerarie di Primorye sono grandi. Nel territorio sono stati identificati quasi 100 giacimenti di carbone, con riserve totali di circa 2,4 miliardi di tonnellate; molti di questi si trovano in profondità, il che rende la loro produzione difficile e costosa, ma circa il 70% delle riserve di carbone ne permettono l’estrazione a cielo aperto. I giacimenti principali sono quelli di Artemovskoe, Bikinskoe, Partizanskoe, Pavlovskoe, Razdolnenskoe, e Shkotovskoe; il più grande giacimento regionale di lignite è il Bikinsky, che, estendendosi su di un’area di ben 260 chilometri quadrati, vanta riserve stimate in 1,1 miliardi di tonnellate. Il carbone proveniente da vari distretti regionali viene ampiamente utilizzato per alimentare le più grandi centrali termiche e di teleriscaldamento di Primorye.   Vi sono un centinaio di depositi di minerali da costruzione scoperti in pressoché tutte le zone della regione; da diversi di questi si estraggono anche graniti e marmi (nel distretto di Khasansky) considerati pregiati e altamente decorativi. I giacimenti di calcari più grandi e con materiale meglio adatto alla produzione di cemento tipo portland si trovano nel distretto Partizansky (che possiede riserve considerate superiori al miliardo di tonnellate), seguiti da quelli nei depositi di Dlinnogorskoye e Spasskoye (con riserve superiori ai 100 milioni di tonnellate); depositi di feldspato, riolite, ed altre materie prime adatte per la fabbricazione della porcellana (in effetti sfruttati commercialmente da anni) si trovano nei distretti di Khasansky e Partizansky. Nel settentrione e nel meridione di Primorye sono stati esplorati in tutto una sessantina di depositi di oro, per il 60% di tipo alluvionale (le miniere più conosciute, tutte al sud, sono quelle di Fadeievsky, Kommisarovsky, Krinichny, Nakhodkinsky, e Soboliny); i giacimenti regionali di stagno sono in tutto una trentina (distretti di Dalnegorsky, Kavalerovsky, Krasnoarmeisky) e il distretto Khorolsky possiede giacimenti di fluorite (le miniere di Pogranichny e Voznesenovsky hanno un grado di purezza del minerale superiore al 10%) e metalli rari quali litio, berillio, e tantalio. Nei distretti montagnosi del Sikhote Alin si trovano più di una dozzina di depositi di minerali di piombo e zinco, con piccole quantità anche di rame e argento (questo è il prevalente fra tutti i minerali preziosi rinvenibili nel sottosuolo regionale); depositi di tungsteno, oro, argento e rame esistono nei distretti di Krasnoarmeisky e di Pozharsky. La regione di Primorye possiede anche il più grande giacimento russo di boro, nei pressi di Dalnegorsk. I principali centri dello sfruttamento forestale sono i distretti di Anuchinsky, Chuguyevsky, e Krasnoarmeisky; le risorse forestali della regione comprendono una vasta gamma di piante medicinali e di frutti del sottobosco, questi ultimi per una produzione annua di 12-20 mila tonnellate, mentre la grande presenza di piante mellifere suggerisce anche prospettive per l’apicoltura (Primorye è considerata fra i migliori produttori di miele in tutta la Russia).     Settore ittico, industria alimentare e cantieristica navale, ma anche minerario e metalmeccanica dominano la produzione industriale di Primorye Le temperature stagionali sono sufficienti a coltivare diverse specie, che in ordine di importanza sono grano, soia, riso, patate, ed altri ortaggi; l’allevamento locale, soprattutto ovino, è ben radicato, e si stanno anche sviluppando nuovi allevamenti di animali da pelliccia. La coltivazione della soia è considerata una delle migliori prospettive per l’agricoltura di Primorye, grazie all’alto contenuto di proteine ed all’assenza di grassi del suo olio (sono in corso programmi per incrementarne la produzione ed esportarla in tutta l’Asia meridionale); la regione è anche uno dei maggiori produttori russi di riso; dopo anche le colture di mais e ortaggi, i settori del primario che stanno rivestendo carattere di priorità nella regione e che si attendono ricevere il più forte sostegno governativo nei prossimi anni (attraendo anche investimenti stranieri) sono l’allevamento, da carne e da latte, la suinicoltura, e la produzione di uova. L’industria alimentare è arrivata a contare anche per un terzo della produzione industriale regionale, con alcuni tra i maggiori produttori russi di zucchero, dolciumi, e grandi distillerie di birra che esportano in tutta la Siberia; tuttavia la regione non soddisfa autonomamente il fabbisogno alimentare dei suoi residenti, contando quindi su quanto proveniente dalle vicine regioni siberiane, ma anche da Cina, Corea, Australia, e Stati Uniti. Nonostante lo stato delle flottiglie di pescherecci ancora non ottimale, buona parte della produzione alimentare regionale e un’altra quota importante della produzione industriale è occupata dall’industria della pesca: tanto il pescato proveniente da Primorye quanto lo scatolame confezionato sono infatti pari a circa un terzo di quelli totali della Russia. I prodotti più diffusi sono merluzzi ed aringhe, e circa due terzi di tutto il pescato viene congelato od inscatolato; importante è l’export di prodotti ittici, diretto in Giappone, Stati Uniti, e Corea. L’industria conserviera e degli imballaggi alimentari sono fra le più dinamiche di Primorye. Il settore forestale ha perso progressivamente importanza a causa dello sviluppo del comparto minerario e di quello cantieristico, ma anche per le politiche federali che hanno scoraggiato l’export di legname grezzo; è tuttavia presente un piccolo sottosettore specializzato nella produzione di mobili, con il legno di bassa qualità trasformato in trucioli e quindi esportato.   La produzione industriale di Vladivostok risulta legata agli sviluppi dei settori minerario (del carbone), metallurgico, delle costruzioni meccaniche, della generazione di energia, dell’aeronautica e della cantieristica navale (che lavorano tradizionalmente per la difesa); la metalmeccanica si specializza in cantieristica navale e riparazione delle imbarcazioni, costruzione di macchine utensili (come per la lavorazione del legno), e industria dell’aviazione (aerei ed elicotteri). L’industria chimica è invece il settore più giovane a Primorye, ed è presente un grande fornitore domestico di prodotti borici; la generazione di energia elettrica soddisfa esclusivamente il fabbisogno locale. L’industria leggera è rappresentata da tessile, abbigliamento, maglieria, pelletteria, e calzaturiero; le Pmi, per la loro tipica conformazione e duttilità, costituiscono una spinta sicura allo sviluppo economico della regione. Le risorse naturalistiche delle montagne regionali non sono ancora state sfruttate, il che suggerisce la possibilità di svilupparvi attività turistiche di varia natura, ma più in generale il turismo in tutta la regione di Primorye si sta sviluppando in modo abbastanza dinamico, con i turisti stranieri provenienti soprattutto da Cina, Corea del Sud, Giappone, e Stati Uniti: per la sua natura unica, Primorye è anche chiamata la “perla dell’estremo oriente”. Le acque dei suoi mari sono popolari fra i sub, e i luoghi regionali in grado di affascinare i turisti sono innumerevoli, con montagne, torrenti, caverne, e cascate, oltre a diverse centinaia di siti archeologici che vanno dal paleolitico al medioevo, periodo durante il quale le dinastie di quest’area regnarono anche su parti della Cina per oltre sette secoli. Primorye è il punto di partenza nell’estremo oriente russo della ferrovia Transiberiana, infrastruttura di collegamento a buon mercato fra i mercati asiatici e quelli europei; la regione dispone della maggiore densità di strade ferrate in tutto l’estremo oriente russo, superiore alla stessa media nazionale, e anche i maggiori porti della regione (Vladivostok e Nakhodka) sono collegati alla rete ferroviaria. Le autostrade regionali registrano un traffico sempre elevato, e necessitano di un costante lavoro di asfaltatura e riparazione; a causa anche della geografia complicata del territorio (presenza di numerose colline e fiumi) lo stesso manca però di strade regionali che colleghino i distretti orientali con l’infrastruttura federale. I terminal marittimi più importanti, le cui capacità di carico e scarico sono costantemente in fase di espansione, sono quelli di Nakhodka, Vladivostok (la città possiede due porti, con il numero di navi che vi transitano in costante aumento), e Khasan. I collegamenti aerei comprendono voli verso gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina, la Corea del sud, la Tailandia, e Singapore, oltre che con tutto il resto della Russia.

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