La Regione di TATARSTAN

Categoria: Regioni Russe
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Il Tatarstan si trova al centro della Federazione Russa, nella Pianura europea orientale, alla confluenza dei due più grandi fiumi russi, il Volga e il Kama; la repubblica ha una superficie di 68 mila chilometri quadrati e si estende all’incirca 290 chilometri da nord a sud, e 460 da est ad ovest. Il territorio è pianeggiante, e si trova all’interno delle zone forestali e della steppa, con basse colline sulla riva sinistra del Volga e nel sud-est della regione; il 90% della regione si trova a 200 metri o meno sul livello del mare. Le steppe si trovano nelle aree non coltivate delle regioni meridionali e del sud-est, mentre le paludi prevalgono nelle vicinanze dei grandi fiumi e nelle foreste. Il clima è temperato-continentale con siccità occasionali; la temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di -13 gradi centigradi, e quella del mese più caldo (luglio) di +19 gradi centigradi. La popolazione regionale è di circa 3,77 milioni di abitanti; il Tatarstan, popolato da oltre 70 etnie (prevalgono comunque i russi e i tatari), è una repubblica costituente, cioè uno stato sovrano all’interno della Federazione Russa, che esercita la propria autorità, nell’ambito della sua Costituzione e della legislazione interna, al di fuori della giurisdizione e dei poteri federali. La capitale repubblicana è Kazan (1,1 milioni di abitanti). Il primo stato delle tribù bulgare, antenati dei moderni tatari, nacque tra la fine del 9no secolo e l’inizio del 10mo, e fu il primo esempio di stato feudale di tutta l’Europa settentrionale ed orientale. Dopo essere stato annesso all’impero di Gengis Khan, per divenire quindi parte della potente Orda d’oro, il khanato di Kazan, dal nome della sua capitale, giocò un ruolo speciale nel destino del popolo tataro, consolidando quest’ultimo come nazione. Il khanato di Kazan ebbe fine nell’ottobre 1552, dopo un assedio di due mesi da parte dei 150 mila soldati di Ivan il Terribile; a seguito dell’unione con lo stato russo, coloni provenienti da Mosca, Novgorod, Pskov, ed altri centri russi si spostarono a Kazan. La principale risorsa naturale del Tatarstan è costituita dal petrolio; i giacimenti maggiori sono quelli di Romashkinskoye, Novo-Elkhovskoye, Pervomaiskoye, e Bondyuzhskoye, nel sud-est e nord-est della regione. Le attuali riserve petrolifere del Tatarstan sono ancora grandi (0,8-0,9 miliardi di tonnellate), anche se buona parte delle stesse risultano concentrate all’interno di depositi di piccole e medie dimensioni, ancora in attesa di sfruttamento; i giacimenti più grandi sono infatti quasi esauriti, come il Romashkinskoye e il Novo-Elkhovskoye. Fra le altre risorse naturali energetiche, carbone, anche coke, olio di schisto bituminoso (nella porzione sud-occidentale della regione), e torba, quest’ultima con circa 800 depositi per un’area totale di più di 35 mila ettari; grandi depositi di carbone sono stati scoperti nei distretti orientali, ma il loro sfruttamento commerciale è complicato dalla loro profondità; vi sono anche buone prospettive per l’estrazione di bitume naturale, le cui riserve sono state stimate in 12,5 miliardi di tonnellate. Ancora, esistono giacimenti di carbonati, ed estesi depositi di minerali da costruzione; fra i maggiori in assoluto, depositi di ghiaia (246 milioni di metri cubi), argilla (74 milioni di metri cubi), gesso (72 milioni di tonnellate), calcari e dolomia (66 milioni di tonnellate), pietre da costruzione (35 milioni di metri cubi), e sabbia (45 milioni di metri cubi). Sono presenti anche grandi depositi di fosforite, minerali per la produzione di cemento, sorgenti di acque minerali, e fanghi terapeutici. Anche se la maggior parte del Tatarstan si trova all’interno della zona forestale, con esclusivamente le sue porzioni meridionali localizzate nella zona a steppa, oggigiorno soltanto una piccola parte delle foreste originarie è sopravvissuta allo sfruttamento (16-17% dell’area totale della repubblica); la regione del pre-Kama è dominata dalle foreste di conifere e da specie miste, mentre le rive del Volga, del Kama, del Vyatka, e degli altri fiumi sono coperte da conifere. Betulla e pioppo prevalgono nel pre-Volga e nel trans-Kama. In ogni caso, le specie predominanti in tutto il territorio sono quelle decidue, contando per quasi l’85% dell’area totale a foreste, che include quercia (27%), tiglio (14%), betulla (11%), e pioppo (24%); il pino è la conifera più frequente (quasi il 12% del totale delle foreste). Quanto a risorse idriche, il Tatarstan ne è ricchissimo; i più grandi fiumi della regione sono il Volga e il Kama, con i due tributari di quest’ultimo, il Vyatka e il Belaya; insieme, questi quattro fiumi hanno una portata annua di 234 miliardi di metri cubi all’anno. Sono presenti anche circa 500 fiumi a piccola portata di almeno 10 chilometri di lunghezza, e più di 8 mila piccoli laghi e stagni. Le riserve di acque sotterranee con varie gradazioni di contenuto minerale sono ingenti.l settore agro-industriale del Tatarstan è prioritario e di grande importanza per la repubblica, e come tale supportato dalle autorità.

Il 67% del territorio è rappresentato da terra agricola, gli ettari di terreni arabili sono circa 3 milioni.

Il Tatarstan è fra le prime tre regioni russe quanto a produzione di cereali, carne, latte, e altri prodotti agricoli; nonostante abbia poco più del 2% dell’area arabile totale dell’intera Federazione Russa, il Tatarstan garantisce il 6% dell’intero raccolto di cereali (grano, orzo, segale, avena, miglio, grano saraceno, leguminose).

Fra le altre coltivazioni, prevalgono patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, semi di rapa (oltre il 50% dell’intera produzione russa), e bietole da foraggio.

Il Tatarstan possiede una rete avanzata di industrie alimentari, che includono diverse decine di grandi stabilimenti per la produzione di latticini, altrettanti molini, una decina di stabilimenti per la lavorazione e il confezionamento della carne, ed anche raffinerie di zucchero, e numerose distillerie; decine di nuove piccole e medie imprese alimentari hanno fatto la loro comparsa negli anni recenti.

Gli indici di consumo alimentare pro-capite del territorio sono molto più alti della media russa.

Il Tatarstan è una delle regioni economicamente più sviluppate di tutta la Federazione Russa; l’estrazione di petrolio ed il settore petrolchimico rappresentano la base del suo sviluppo, seguiti dall’automotive e dalla produzione di energia elettrica.

I settori industriali tradizionalmente sono quelli che contano di più nel Pil regionale: nell’ordine d’importanza ricordiamo industria dei carburanti, metalmeccanica, chimica e petrolchimica, commercio e catering, agricoltura, industria alimentare, trasporti, generazione energetica, industria forestale e lavorazione del legno, e materiali da costruzione.

L’industria dei carburanti nel Tatarstan è principalmente rappresentata dalla “Tatneft”, fra le più importanti compagnie petrolifere mondiali; la regione è anche la patria di “Kamaz”, il più grande produttore russo di camion.

La repubblica produce il 95% di tutte le turbine a gas russe, il 50% delle pompe centrifughe utilizzate nella raffinazione del greggio, il 50% dei camion, il 50% dei motori diesel per veicoli pesanti, delle tubazioni industriali, e dei componenti termoplastici per oleodotti, il 40% del polietilene, il 75% del polistirolo, il 30% della gomma sintetica e dei materiali plastici in genere, il 30% degli pneumatici, il 20% del benzene, ed il 9% di tutto il petrolio estratto nella Federazione Russa.

Le Pmi della regione assicurano una parte importante del Pil del territorio; per il 40% operano nel commercio e nella ristorazione, per il 20% nell’edilizia, e per il 13% nell’industria.

La Zona economica speciale (Zes) di Alabuga, decisa dal governo della Federazione Russa, si trova nei pressi dell’omonima città, a quaranta chilometri da Nizhekamsk.

Il Tatarstan esporta prodotti primari come greggio, olio combustibile, prodotti della sintesi organica, energia elettrica, turbine a gas, strumentazioni medicali, prodotti chimici per la casa, pelli e pellicce, impianti per la raffinazione del gas e del greggio, gesso, e pneumatici.

L’economia tatara possiede un complesso dell’energia e dei carburanti altamente sviluppato, ma allo stesso tempo manca di metalli, e pur avendo considerevoli volumi di greggio, non dispone di produzioni sufficienti di benzina, kerosene, ed altri prodotti petroliferi; la regione è anche completamente dipendente dalle importazioni di carbone, metalli non ferrosi, cavi, acido solforico, fibre artificiali, fertilizzanti minerali, tessile, carta, vetro, cemento, autobus, trattori e scavatori, mietitrebbiatrici, motori elettrici, tetti e coperture; importanti sono inoltre anche le esportazioni di impianti per l’industria chimica, cibo in scatola, abbigliamento, calzature, e farmaci.

Il Tatarstan è interessante dal punto di vista turistico per la combinazione di almeno quattro tipologie di interazione culturale (turca, ugro-finnica, bulgara, e russo-slava) e due religioni (Cristianesimo e Islam); questo fenomeno ha posto le basi per caratteristiche uniche etnologiche, architettoniche, e artistiche della regione.

La rete regionale di trasporti è ben sviluppata e formata da autostrade di importanza federale, ferrovie, quattro fiumi navigabili (Volga, Kama, Vyatka, Belaya), e numerosi oleodotti-gasdotti; il Tatarstan è attraversato dai principali gasdotti che provengono dai giacimenti di Urengoy e Yamburg, e che si dirigono in occidente, e da oltre duemila chilometri di oleodotti.

I principali hub di trasporto sono Kazan, Agryz, Zelenodolsk, Bugulma, e Naberezhnye Chelny.

Kazan, a 750 chilometri ad est di Mosca, è collegata via treno, strada, fiume (per sei mesi all’anno) ed aria (collegamenti permanenti con una settantina di città russe e l’estero) con il resto della nazione.

 

 

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