La Regione di YAMALO NENETS
Categoria: Regioni Russe
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Yamalo Nenets si trova nel profondo nord della Russia, sulla Pianura siberiana occidentale, la più vasta del mondo: una piccola parte del suo territorio è situata sulle pendici orientali degli Urali Polari; con un’area di oltre 750 mila chilometri quadrati, più della metà di questi si trovano oltre il Circolo Polare Artico. Yamalo Nenets è attraversata da tre zone climatiche, quella artica, quella sub-artica, e la taiga settentrionale; la presenza del permafrost, la vicinanza ai freddi mari polari, e l’abbondanza di acquitrini, laghi (più di 5 mila, anche se per lo più di piccole dimensioni) influenzano tutto il clima, che è tipicamente continentale: le temperature medie di gennaio sono infatti di -24°C, e quelle di luglio di +12°C.Il gruppo autoctono dei nenet è ancora oggi nomade e completamente dedito a pastorizia (allevamento di renne) e pesca, le loro due uniche fonti di sostentamento. Il territorio, con una popolazione di circa 508 mila persone, confina con Komi, Khanti Mansi, e l’area di Taimyr, mentre il capoluogo, fondato dai cosacchi nel 1595, è Salekhard (circa 32 mila abitanti), considerata dai russi come l’unica città del mondo esattamente sul Circolo polare artico; altri centri degni di nota perché sede delle attività petrolifere sono Gubkinsky, Labytnagi, Novyj Urengoi, Poluj, e Yamburg. La regione è ricca di legname nella sua porzione dominata dalle foreste di tundra, con larice, cedro siberiano, ed abete rosso; le foreste sono egualmente ricche di frutti del sottobosco e funghi. Yamalo Nenets è famosa per l’abbondanza di giacimenti di idrocarburi (più di 210 di petrolio e gas naturale, di cui almeno 18 considerati unici per le loro caratteristiche); i giacimenti maggiori si trovano tutti nel distretto di Nadym Pur-Tazovski, che da solo conterrebbe 24 mila miliardi di metri cubi di gas. Nella penisola di Yamal, dove operano già diverse compagnie, le prospezioni geologiche e le operazioni successive continuano a ritmo incalzante, con la grande probabilità di nuove scoperte di depositi di medie e grandi dimensioni; in questa penisola artica si trova il campo gigante di Termokarstovoye, e i progetti gas-petrolifero-Gnl che sorgeranno nell’area sono di scala enorme e lunga durata: uno studio denominato “ArcOp”, sui futuri sviluppi del trasporto navale artico, ha stimato uno scenario in cui la sola penisola dello Yamal esporterà 20 milioni di tonnellate all’anno di Gnl. Vari sono i grandi progetti di cui il governo ha parlato negli ultimi anni a proposito dello Yamal: il progetto di Kharasavey prevede la costruzione di un grande complesso per la liquefazione del gas presso l’omonimo capo della penisola dello Yamal, in prossimità del giacimento che porta anch’esso lo stesso nome; il progetto di Tambey è l’altro importante intervento nella penisola dello Yamal, con la proposta di costruire un ulteriore impianto di liquefazione. Il sottosuolo degli Urali contiene quantità commerciali di oro, piombo, marmo, fosfati, e calcari; sono stati scoperti anche metalli non ferrosi e rari come bauxite, rame, cromo, molibdeno, e zinco. Lo Yamalo Nenets produce il 12% del greggio di tutta la Federazione Russa e più del 90% di tutto il gas naturale russo, con i depositi maggiori e da tempo più conosciuti che sono l’Urengoi, il Medvezhye, lo Yamburg, e il Vyngapur, e secondo gli esperti la regione potrebbe giungere a produrre fino a 750 e più miliardi di metri cubi l’anno. Il deposito di gas di Zapolyarnoe è stato scoperto negli Anni Sessanta nella penisola di Tazov, ma il suo sviluppo commerciale è stato più volte ritardato, per iniziare soltanto meno di dieci anni fa; gli esperti stimano che contenga riserve per 3,3-4 mila miliardi di metri cubi e si tratta per dimensioni del terzo campo a disposizione del colosso Gazprom, dopo quelli di Urengoi e Yamburg. Yamalo Nenets sta contribuendo sempre di più alla posizione strategica della Siberia occidentale non soltanto per il fabbisogno russo di metano, ma anche per lo stesso sviluppo dei mercati mondiali del gas naturale, dal momento che le riserve totali di gas di questa regione sono immense, e soltanto una minima parte è stata finora estratta. A causa del clima molto freddo, le attività del settore primario restano limitate all’allevamento (di renne, che conta da solo per quasi tutto il comparto primario, e di animali da pelliccia) insieme alla pesca; la carne di renna e i prodotti ittici di Yamalo Nenets, confezionati o inscatolati localmente, sono molto apprezzati in Russia ed hanno ricevuto riconoscimenti da diverse fiere alimentari. Fra i progetti che interessano anche il mezzo centinaio di aziende che compongono il settore, vi è la costituzione di ulteriori attività per la lavorazione delle pelli, e l’ammodernamento delle industrie di trasformazione alimentare esistenti, come lo Stabilimento per l’inscatolamento del pesce di Salekhard. L’economia regionale è dominata dall’industria petrolifera e del gas, che costituisce la quasi totalità della produzione industriale. Nella regione si trovano anche i quartier generali di Novatek, il più grande produttore indipendente di gas naturale in Russia, ma vi operano o vi stanno per approdare praticamente tutte le più importanti major occidentali. L’amministrazione regionale di Yamalo Nenets è particolarmente interessata ad attrarre investitori in grado di apportare al settore estrattivo tecnologie avanzate e know how, e più recentemente ha manifestato la volontà di appoggiare anche settori diversi, come la realizzazione di infrastrutture e il turismo. Sin dal 2008 l’Eni ha manifestato il suo interesse per gli sviluppi Gnl nello Yamal, quando firmò con il governatorato della regione dello Yamalo Nenets un memorandum d’intesa per la realizzazione di progetti socio-culturali nel territorio artico, secondo la pratica ormai comune in base alla quale i più grandi investitori internazionali in Russia sono “invitati” dalle autorità a partecipare alla realizzazione di progetti prettamente sociali che accompagnino quelli commerciali che desiderano svolgere. Lo sviluppo dello Yamalo Nenets sta venendo promosso personalmente dal premier Vladimir Putin, che ha ricordato allo stesso tempo le caratteristiche naturali e turistiche uniche dell’area; nello scorso mese di settembre nel capoluogo regionale di Salekhard, Putin ha incontrato i dirigenti di dieci delle più grandi major globali invitandoli ad investire nelle grandi riserve, pressoché inesplorate, di gas dell’Artico russo, e in particolare proponendo come oggetto d’investimento la penisola dello Yamal. Lo sviluppo del settore del gas naturale liquefatto nello Yamalo Nenets, dove tuttora molti giacimenti di gas restano inutilizzati per la scarsità delle infrastrutture esistenti, si sta arricchendo di nuove grandi proposte d’investimento predisposte da società di consulenza russe e straniere. Durante l’ultima edizione del Summit mondiale del Gnl, tenutosi alla fine del 2009 a Barcellona, è stato presentato un progetto per la costruzione di un grande complesso per il Gnl del valore di 4 miliardi di dollari nella regione, destinato a commercializzare il gas dei campi di Korovinskoye e Kumzhinskoe nel bacino di Timan-Pechora (previsti divenire produttivi nel 2015); il progetto è il terzo per l’Artico russo dopo gli altri per complessi Gnl proposti per la penisola di Kola (di Gazprom, Total, e Statoil) e quella dello Yamal, e agli studi di fattibilità stanno partecipando anche aziende italiane. Nel capoluogo Salekhard la ricchezza apportata dal settore minerario si manifesta in modo evidente con un dinamico sviluppo delle costruzioni. All’inizio dell’anno l’amministrazione regionale ha confermato l’intenzione di incentrare nel capoluogo una stazione turistica con centri congresso, piscine, ristoranti, ed un eliporto, che ruoterà attorno ad un nuovo complesso alberghiero da alcune centinaia di milioni di dollari; si tratta di un progetto aperto tanto agli investitori russi quanto a quelli stranieri, con co-investimenti delle grandi banche pubbliche nazionali. Dal punto di vista turistico, lo Yamalo Nenets è una delle regioni russe in cui è praticabile, letteralmente, il turismo d’avventura, spingendosi sino all’estremo nord della Terra oppure provando l’esperienza di trovarsi nel mezzo di una tempesta polare di neve; certamente, le condizioni meteo estreme del territorio influenzano molto la fantasia di chi sceglie questo genere di vacanza. Il golfo dell’Ob e la baia di Tar, sul mare di Kara, sono ricchi di storioni e salmoni, e non è difficile incontrare diversi protagonisti della fauna locale, come orsi polari, foche, ed altre specie rare agli occhi dell’uomo comune. Degli oltre 4 mila chilometri di strade regionali, circa 3.200 chilometri sono definibili strade di servizio costruite e gestite da vari gruppi industriali: la costruzione di nuove arterie sta comunque procedendo abbastanza velocemente per gli standard russi, ed avviene nell’ambito del programma federale “Strade russe”; molto importante è anche la movimentazione ferroviaria, quella prevalente utilizzata dalla popolazione, e quella aerea. Nei mesi scorsi è entrata in funzione una nuova ferrovia, destinata ad attraversare due terzi della penisola dello Yamal a collegamento del campo di gas di Bovanenkovo, uno di quelli che alimenterà il nuovo gasdotto sotto al mar Baltico, Nord Stream, a partire dal 2012. Anche se tradizionalmente il trasporto fluviale (sull’Ob e altri corsi d’acqua) è molto importante per la regione dello Yamalo Nenets, esso è praticabile senza problemi per non più di tre o quattro mesi, e anche meno nel nord del territorio; i porti principali sono quelli di Salekhard, Nadym, Urengoi, e Tazovskoe. L’ammodernamento delle arterie di trasporto locali costituisce una priorità per lo sviluppo regionale, particolarmente perché diminuirà il costo della movimentazione merci da e per il territorio. Il piano più ambizioso è di fare attraversare la regione da un corridoio di trasporto internazionale che parta da Stoccolma, giunga a San Pietroburgo, Arkhangelsk, e prosegua fino alla città mineraria di Norilsk; ma ricordiamo anche la nuova ferrovia Salekhard-Nadim, i cui lavori di costruzione sono iniziati proprio in questi giorni. Sul territorio si trovano numerosi gasdotti, che portano il gas dello Yamalo Nenets nella Russia europea, negli Urali, in Altai, nel resto della Siberia, ma anche all’estero: la rete consiste del Severnoe Siyanie, dell’Urengoi-Celiabinsk, e dell’Urengoi-Uzhgorod-Europa occidentale; il petrolio viene invece trasportato attraverso gli oleodotti Tarasovsky-Kholmogory e Kholmogory-Surgut occidentale.
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